Montella segue le orme di Mihajlovic: pochi centrocampisti, tanti attaccanti, una soluzione
Matteo Calcagni
In estate il Milan ha acquistato tre centrocampisti per aumentare le fila di un reparto, quello intermedio, particolarmente caro a Vincenzo Montella. Nessuno, neanche il più pessimista, poteva prevedere che, alla seconda di campionato, il tecnico campano si ritrovasse con soli quattro mediani a disposizione, più l'affaticato Poli e il giovane Locatelli. Le due giornate di squalifica comminate a Juraj Kucka riproporranno questa situazione almeno fino a Milan-Lazio, quinto turno della Serie A.
COME SINISA - L'ex allenatore blucerchiato sta quindi pensando a delle soluzioni per ovviare al problema numerico: una delle opzioni è il mantenimento del 4-3-3, con l'impiego contemporaneo di quasi tutti i centrocampisti a disposizione, un altro è l'utilizzo del 4-4-2, come una sorta di deja-vu risaltente alla scorsa stagione. Montella potrebbe infatti prendere esempio da Sinisa Mihajlovic, il quale si affidò a questo sistema di gioco per ragioni strettamente numeriche, disponendo di un basso numero di mediani e di una scelta più variopinta di attaccanti.
DAI TRIDENTI ALLE COPPIE - L'Aeroplanino, optando per il 4-4-2, potrebbe affiancare un puntero a Carlos Bacca, andando a testare la compatibilità delle coppie. Contro l'Udinese, ad agire da seconda punta, potrebbe essere Gianluca Lapadula, il cui impatto potrebbe andare a rivoluzionare il tema della stagione: dai tridenti ai binomi offensivi. Qualora l'italo-peruviano si trovasse bene insieme al colombiano, anche in termini realizzativi, nessuno impedirebbe a Montella di riproporre questo sistema di gioco. Un modulo in cui potrebbe inserirsi tranquillamente anche Niang, il quale ha già dimostrato di essere una spalla eccezionale per Bacca. L'ultima parola spetterà a Montella, ma lo stimolo di affidarsi ad una coppia d'attacco ben assortita potrebbe essere la strada benedetta e vincente sia nel breve che nel lungo periodo, per tutti.


