Il secondo crollo consecutivo fa male: il Milan rivede i fantasmi passati e la strada diventa in salita
Matteo Calcagni
Le buone sensazioni, estrapolate dalle prime due giornate del campionato rossonero, sono rovinate una dopo l'altra nella preoccupantissima sconfitta interna contro l'Udinese, in una gara che poteva essere definibile come spartiacque: una vittoria avrebbe rilanciato la formazione di Montella, innalzando morale e convinzioni, uno stop, al contrario, avrebbe (ha) ripalesato fantasmi passati con tutta la loro negatività. L'errore probabilmente è a monte, nell'aver immaginato che l'Aeroplanino avesse sistemato buona parte delle problematiche con soli pochi mesi di lavoro, oltretutto senza un vero e proprio mercato in entrata.
IL PRESENTE NON SORRIDE - E' innegabile che questa rosa abbia delle lacune, non risolte durante la campagna di rafforzamento estiva, le quali potrebbero (il condizionale è d'obbligo) essere colmate a gennaio, nella speranza che i milioni dei cinesi possano propiziare acquisti di effettivo valore tecnico. Ma nel frattempo? Questo Milan, seppur deficitario in alcuni reparti, deve comunque provare a dire la sua in campionato, evitando che il gap diventi insormontabile, anche di fronte ad un eventuale mercato di spessore.
MANCANO I PUNTI - La gara interna contro l'Udinese poteva essere il giusto appuntamento per portare punti importanti alla causa, prima degli impegni probanti contro Sampdoria, Lazio e Fiorentina. Con tre punti in tre partite, ed una classifica che di certo non sorride al Diavolo, Montella ora dovrà provare a rimettere insieme i cocci: i rossoneri non possono permettersi altri scivoloni consecutivi, altrimenti l'obiettivo Europa League rischia di tramutarsi in una vera e propria scalata. Il nuovo Milan sta assomigliando davvero troppo agli ultimi fallimentari Milan, ma la variabile tempo e quella societaria potrebbero fare la differenza e cambiare le carte in tavola.


