Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Gazzetta - Savicevic: “Ci metterò anni ad abituarmi che il Milan non è più di Berlusconi, il declino è iniziato con le cessioni di Ibra e Thiago”

autore
Enrico Ferrazzi
per Milannews.it
giovedì 15 settembre 2016, 10:01Primo Piano
autore Enrico Ferrazzi
15.09.2016 10:01Primo Piano
DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS

Dejan Savicevic, che oggi compie 50 anni, è stato uno dei più grandi campioni del Milan di Silvio Berlusconi, il quale a breve chiuderà la cessione del club rossonero alla cordata cinese di Han Li: “Non ci posso credere - racconta il Genio alla Gazzetta dello Sport -. Ci metterò anni ad abituarmi che il Milan non è più di Berlusconi. Il mio rapporto con il presidente? Mi era vicino, mi aiutava nei momenti difficili. Senza di lui sarebbe finita presto: dopo il primo anno tutto lo staff tecnico era contro di me, dicevano che non mi ero integrato, che non parlavo la lingua, ma Berlusconi ha detto: ‘Resta’. Dopo Capello mi ha fatto giocare sempre. Da lui ho imparato tanto”.

RUOLO NEL MILAN - Savicevic è poi tornato a parlare della sua posizione in campo ai tempi del Milan: “Ai miei tempi era dura, noi 10 facevamo fatica perché comandava il 4-4-2 e gli allenatori non volevano cambiare. Io e Baggio soffrivamo. Oggi almeno, con il 4-2-3-1, c’è quel posto dietro la punta: io facevo l’esterno destro, mi sacrificavo. Ma vincevamo. Io mi adattavo. Non ero uno di quantità, saltavo l’uomo ma non potevo correre come Albertini e Donadoni, avevo bisogno di fermarmi. I compagni mi sopportavano, sapevamo che avrei dato altro. Tanto eravamo forti forti forti”.

DECLINO ROSSONERO - Non poteva poi mancare un commento sul Milan di oggi: “Credo tutto sia cominciato quando il Milan ha venduto, o dovuto vendere, Ibra e Thiago Silva. Da duemila chilometri non posso giudicare, ma c’erano Cassano, Robinho e Pato che avrebbero potuto portare milioni. Ma quei due no. Ed è stato declino. Cos’è successo? Che un giorno eravamo il primo club, il Barcellona e il Real di oggi, e che non possiamo più spendere 80 milioni per un giocatore. Non è che Pogba avrebbe risolto la situazione, ma i Bale, i Suarez non sono più alla portata. Gli Higuain”.

per Milannews.it

Altre notizie