Intoccabili, bandiere, closing e mercato: la stagione del Milan entra nel vivo
Fabrizio Tomasello
Stavolta ha avuto ragione lui, Vincenzo Montella da Pomigliano d’Arco. La mini epurazione decisa dal tecnico dopo la sconveniente batosta interna contro l’Udinese ha portato i suoi frutti: tre punti preziosi strappati in trasferta sul campo della Sampdoria e Milan di nuovo meritevole dell’applauso dei propri tifosi.
Non che i rossoneri venerdì sera a Marassi abbiamo fatto sfracelli, anzi, per lunghi tratti del match è sembrato di vedere all’opera una squadra drammaticamente simile a quella sconfitta dai friulani, lenta, impacciata, senza idee e soprattutto senza verve. Però stavolta, a metà della ripresa, il cambio di passo c’è stato ed è stato decisivo. All’indomani del successo milanista molti hanno dato il merito della metamorfosi rossonera all’ingresso di Carlos Bacca, l’unico calciatore del Milan tra i presunti intoccabili a passare sotto la scure dell’implacabile mister Montella. È vero, il colombiano è entrato in campo al posto di Lapadula (rimandato, non certo bocciato) e come per incanto il Milan ha iniziato a produrre gioco, occasioni da gol, pali, rigori non concessi e per finire la rete della vittoria siglata proprio dal numero 70 rossonero.
Ma qualche minuto prima dell’ingresso in scena del bomberone colombiano, un’altra decisione del tecnico del Milan è stata degna di nota: l’ingresso in campo di Manuel Locatelli al posto di un impalpabile Principito Sosa. La prestazione di colui che è stato definito forse con troppa enfasi l’erede di Pirlo è stata tutt’altro che indimenticabile: una palla persa sanguinosa da cui è nato il palo di Muriel, un retropassaggio azzardato a Romagnoli che ha messo il centrale di Anzio in grosse ambasce, una trattenuta pericolosa in area di rigore e, dulcis in fundo, l’inutile fallo al limite dell'area che ha regalato nel finale una punizione da infarto alla Samp. Ce ne sarebbe in abbondanza per consegnare una pesante insufficienza al giovanissimo Locatelli (è il caso di ricordare che parliamo di un '98, quindi con enormi margini di crescita), ma il merito di Manuel - e di Montella che l’ha gettato nella mischia - è stato duplice: innanzitutto aver dato una prima scossa alla squadra, semianestetizzata dal gioco asfissiante della Samp, e poi aver sollevato Riccardo Montolivo (con l’ingresso di Locatelli spostato sul centro-destra) dall’ingrato compito di regista davanti alla difesa, un ruolo che per quanto si impegni proprio gli è congeniale. Ora, che tutto il popolo milanista abbia individuato nel capitano rossonero l’unico e indiscutibile responsabile dello sfacelo milanista degli ultimi anni è anche comprensibile visto il tenore abituale delle sue prestazioni, ma non è da escludere che l’uomo di Caravaggio, se riportato nel suo ruolo originale di mezzala e con un regista vero accanto, possa ancora dare qualcosa a questa squadra.
Archiviata la pratica Sampdoria, ora si entra in una settimana delicata per tanti versi. Intanto la squadra è attesa da due giornate di campionato (martedì in casa contro la Lazio e domenica a Firenze) che potrebbero dirci molto sulle reali potenzialità del nuovo Milan. E poi c’è la questione societaria a tenere banco: Sino-Europe Sports non perde occasione per ribadire che le operazioni procedono nei tempi e nei modi giusti, ma la coltre di mistero che avvolge questo imperscrutabile consorzio cinese rende tutto di difficile lettura. A Milano l’ad in pectore Marco Fassone continua le sue consultazioni per ribaltare integralmente la dirigenza rossonera e ricostruirla dalle fondamenta, andando inevitabilmente incontro all’insofferenza di chi non vorrebbe una rivoluzione epocale. Così si polemizza su tutto, sui troppi interisti in via Aldo Rossi e perfino sull’esigenza di portare in società vecchie glorie che però - al momento - non sembrano granché interessate.
E poi c’è il mercato, al momento l’unico argomento capace di regalare un pizzico di speranza e una parvenza di euforia alla tifoseria rossonera. La consapevolezza che la prossima campagna acquisti potrebbe essere finalmente ricca e sostanziosa pervade l’umore dei fans del diavolo, abbagliati dalla sfilza di nomi accostati al Milan che fin d’ora riempiono le pagine di giornali e siti specializzati: Fabregas, Keita Balde, Badelj, Rodrigo Caio, Bernardeschi etc. etc.
Magari qualcuno di questi, o forse qualcun altro ancora, arriverà per davvero a gennaio a Milanello e allora si che potremo guardare con rinnovata speranza al futuro e perfino voltarci indietro e ripensare, con un pizzico di nostalgia ma senza sofferenza, allo straordinario trentennio di successi appena concluso.


