LIVE MN - MTV, Galliani: "Sono le mie ultime 3 settimane di Milan. Futuro Donnarumma? Non mi riguarderà". Sheva: "Grazie di tutto"
Thomas Rolfi
- termina così la lunga puntata speciale di Milan Talk su Milan TV.
Galliani firma un cubo trasparente a Milan TV scrivendo: "Forza Milan, sempre"
Galliani e il ricordo di Ernesto Bronzetti: "Lo conobbi e diventammo amici negli anni '70 in un occasione di uno scambio. Io ero al Monza e lui alla Cavese. L'ultima cosa che ha visto prima di andare in coma è stato il derby. L'ultima felicità è stata la vittoria nel Milan 3-0 dello scorso anno. Mi commuovo a pensarci. Ernesto aveva meno anni di me e purtroppo è mancato. Lui ringraziava sempre noi, perchè Ernesto cominciò a frequentare la Spagna perchè noi gli abbiamo dato l'incarico di cedere Raducioiu. Lui iniziò a vivere a Madrid e divenne un po' il nostro corrispondente a Madrid. Quasi tutte le operazioni spagnole che abbiamo fatto vedeva la presenza di Ernesto. Era bravo a farsi voler bene da tutti".
Galliani sul gol di Muntari e il gol annullato a Pjanic: "Ce l'hanno con Allegri, scherzavo con lui dopo la partita (ride, ndr)".
Galliani sulle scaramanzie: "Fino a quando non si perde io non cambio mai la cravatta. Anche con la Roma nel 2004 nonostante il caldo avevo l'impermeabile che mi son tenuto da dicembre perchè non perdevamo da allora".
Galliani sull'arrivo di Kakà: "E' arrivato perchè l'hanno spinto molto Braida e Leonardo. Io ho creduto in quello che mi dicevano e ho avuto un'intuizione pazzesca. Noi non avevamo posto per l'extracomunitario. Io ho detto: 'Chissà che magari succede qualcosa' e allora ho ceduto Aliyu allo Standard Liegi. Ho chiamato il mio amico Luciano D'Onofrio e gli ho detto: 'Devi prendermi un extracomunitario. Ti paghiamo lo stipendio, ma devi portarcelo via per crearci lo spazio per Kakà'".
Galliani racconta un aneddoto su Rui Costa: "Lo ammiro molto. E' stato un giocatore grandissimo e si è comportato benissimo. Dopo un po' di allenamenti di Kakà, mi disse: 'Questo è più bravo di me'. Ed è una cosa che ho sentito dire da pochissimi giocatori in 30 anni"
Abbiati sul passaggio di consegne portando Donnarumma sotto la Curva: "Se l'avessi pensato prima non mi sarebbe uscito così. Rivedendomi è stato veramente un bel gesto. L'ho visto e ho pensato 'Ora tocca a te'".
Galliani: "Mai dire mai. Io credo che Christian per il suo carisma, la sua determinazione e il suo buonsenso meriterebbe di rientrare in società. E vi faccio una confidenza: se non ci fosse stato questo discorso del cambio di proprietà io sarei stato intenzionato a farlo entrare nel Milan. Io da vecchio dirigente cerco di capire come si comportano i portieri dopo essere scavalcati nelle gerarchie. Solitamente i portieri si comportano male e non sono felici dei successi altrui. Christian si è sempre comportato benissimo ed è sempre stato di supporto sincero. E quando è dovuto entrare in campo è sempre stato pronto. Credo di capire chi sia leale e chi faccia finta e Christian è sempre stato leale a partire da Gigio".
Abbiati sulla sua carriera: "Sono sempre stato al mio posto, uno riservato. Sono felicissimo dell'opportunità che mi ha dato il dottor Galliani di aver potuto fare 15 anni di carriera nel Milan. Spero che Gigio superi la mia carriera, il Milan è sempre stata la mia seconda famiglia e lo sarà sempre. Anche se ora non faccio più parte della società".
Galliani sui ricordi sulla città di Belgrado: "Ricordo una cosa nell'intervallo della partita vinta con la Stella Rossa ai rigori. Noi eravamo convinti che Donadoni fosse morto. Aveva preso un colpo e non respirava più. Era blu completamente. Gli ha salvato la vita un infermiere che è entrato in campo. I ragazzi giocarono il secondo tempo convinti che Donadoni fosse morto o qualcosa di simile. Piangevamo tutti all'intervallo".
Un altro aneddoto di mercato: "Qualche anno fa per tentare di prendere Dzeko son stato 3 giorni nascosto in un albergo a Sarajevo insieme a Braida. Ultimamente mi beccano sempre."
Galliani se ha mai dubitato di sè stesso: "Assolutamente sì, sono molto critico nei miei confronti. Si sarebbe potuto fare sicuramente di più e meglio. Ci sono tante cose che avrei potuto fare o non fare. Credo che ciascuno di noi, tranne pochissime persone nel mondo, dia il 100% delle proprie potenzialità e possa sempre fare meglio. E' difficilissimo".
Galliani racconta un aneddoto su Rivaldo: "Il Milan gioca la partita del centenario contro il Real Madrid nell'estate del 2000. Io e Ariedo Braida non eravamo a vedere quella partita, perchè eravamo dal procuratore di Rivaldo, per provare a prenderlo. Non riuscimmo a prenderlo. Ci sono tante storie di giocatori che erano a un passo da noi e poi non arrivarono. Uno di questi è Figo, ogni volta che lo vedo lo picchio".
Galliani sulla Lega Calcio: "Io sono vice presidente e la frequento. Futuro? Non so cosa succederà. Sto parlando seriamente, io non ho assolutamente preso alcun tipo di decisione e non ho assolutamente deciso di candidarmi come presidente della Lega. Penserò cosa fare in futuro quando ci saranno nuovi amministratori. Dovrò ovviamente concordare tutto con il presidente Berlusconi, con cui ho un rapporto lavorativo da 37 anni"
Abbiati sul prossimo derby: "Bisogna sempre essere sicuri di sè stessi. Con il fatto che ci sia la sosta per le nazionali io credo che l'allenatore dell'Inter abbia poco tempo per mettere in pratica le proprie idee. Pronostico? E' difficile. A fine primo tempo mi ricordo che l'anno scorso Mihajlovic in panchina mi chiese come me la sentivo e gli dissi 'benissimo' e finì 3-0. Son sempre positivo. La squadra sta bene, vengo spesso allo stadio a vederla e mi ha dato un'ottima impressione".
Galliani sul gol di Hateley: "C'è una cosa che mi fa sorridere. Sono stato a un evento benefico lunedì ed ero di fianco a Fulvio Collovati e anche al ristorante ero casualmente di fianco a lui. E continuavo a ricordargli tutta la sera del gol di Hateley e lui e sua moglie che si incazzavano (ride, ndr) dicendo: 'Ma io sono campione del mondo, possibile che tutti si ricordino di me per quel gol?'.Sì, perchè è un gol iconico come Pelè su Burgnich nel 1970".
Viene mostrato un video-messaggio di Mark Hateley: "Ciao a tutti i supporter del Milan, i tifosi che rimaranno sempre nel mio cuore. La prima volta che ho toccato il pallone qui al Milan è stato subito amore. San Siro è uno stadio meraviglioso, rappresenta molto per me soprattutto per quel gol che ho segnato all'Inter. Sembra sia passata una vita, ma nella mia testa e nel mio cuore è come fosse oggi. La squadra ha avuto un ottimo inizio e spero che possa andare avanti bene fino alla pausa invernale e fino alla fine della stagione. In bocca al lupo Milan per la stagione e forza Milan per il derby. Spero che siano i rossoneri a vincere".
Galliani sullo stadio di proprietà: "La Juventus sta vincendo da 5 anni. Non è solo merito dello stadio, ma è anche molto merito dello stadio. Hanno fatto un acustica straoardinaria. Noi comunque abbiamo un grandissimo stadio. Gli stadi incidono certamente sui ricavi, ma la cosa che ha deciso ancora di più sono i ricavi televisivi. La Premier ha ricavi televisivi che non ha eguali al mondo. Per poter costruire questi stadi per avere agevolazioni a livello fiscale dovevi avere la pista d'atletica. E adesso quasi tutti gli stadi d'Italia sono vecchi e non fatti per il calcio. Non c'è uno stadio inglese o spagnolo con la pista d'atletica. Gli stadi nuovi francesi e tedeschi idem. La iattura degli stadi italiani sono state le piste d'atletica. Se devo andare a vedere una partita vedendo male perchè c'è la pista d'atletica di mezzo sto a casa e la guardo in tv. San Siro ha una curva di visibilità che è fantastica. Dopo le ristrutturazioni fatte e che faremo San Siro secondo me è e sarà ancora un bellissimo stadio. Io credo che il problema principale che dobbiamo risolvere in Italia è il problema degli stadi. Se ci riusciremo il nostro campionato tornerà ad essere di arrivo e non di transito".
Galliani come sarà il calcio fra 10 anni: "Nel 1963 se guardate la pagina della Gazzetta il giro d'Italia era più importante di una finale di Champions League, la vittoria del Milan occupava solo due colonne rispetto alla vittoria di una tappa. La televisione ha fatto cambiare la gerarchia del calcio europeo. Gli introiti prima erano solo stadi, non c'erano sponsor e diritti televisivi. I giocatori nascevano e rimanevano nella stessa squadra. Ora ci sono valori completamente diversi dati da ciò che ho detto prima. Una volta le gerarchie nel calcio erano equilibrate. I tifosi andavano a riempire gli stadi sia che si giocasse a Glasgow o Madrid. Ibra nasce nell'Ajax come Cruijff, ma Cruijff rimane tutta la vita nell'Ajax, Ibra no"
Galliani sulla sua top 11 di questi 30 anni: "Non mi piace fare queste cose, perchè il calcio è cambiato molto ed è difficile. Se vedi le partite di calcio è come vedere un film e capire l'anno del film guardando il vestito delle donne. Ci sono delle statistiche dell'Uefa che dimostrano come i tempi si siano compromessi moltissimo e conti molto di più l'aspetto fisico. E' difficile fare confronti tra 30 anni fa e quelli di oggi. Quando penso a Tassotti, Costacurta, Baresi e Maldini è una difesa straordinaria ma per me lo è altrettanto quella che vince nel 2003 la Champions che recita Costacurta, Nesta, Maldini e Kaladze. Penso al centrocampo di Sacchi, ma penso anche a quello di Capello e penso anche a quello di Ancelotti negli ultimi anni: Gattuso, Pirlo, Seedorf, Rui Costa, con Shevchenko e Inzaghi in attacco. Non sono in grado di fare una top 11. Noi abbiamo avuto 8 palloni d'oro. Negli anni '90 avevamo il pallone d'oro titolare van Basten e un altro come Papin in panchina".
Galliani su Donnarumma e il suo futuro: "Guardiamo al presente e non voglio parlare di cose che probabilmente non mi riguarderanno a partire dal 2 di dicembre".
Abbiati sulla prima impressione vedendo Donnarumma: "Lo andavo già a vedere quando giocava nella Primavera. Faceva la differenza dal punto di vista fisico. Io dico sempre che madre natura ha guardato giù e gli ha detto 'tu devi fare il portiere'. Oltre a questo la cosa più importante è che è un bravissimo ragazzo".
A Galliani se sceglie la parata di Bucchi a Perugia o quella su Kallon: "L'emozione che mi ha dato su Bucchi è unica. Nell'altro caso mi si è fermato il cuore".
Sull'addio di Sheva nel 2006: "Abbiamo insistito tantissimo il presidente Berlusconi ed io per farlo rinnovare. Il presidente fece qualunque sforzo per mantenerlo. Io quel giorno gli continuavo a dire che ero pronto a stracciare il contratto. Io conto il gol annullato con il Barcellona nel 2006 quindi 176 gol. In quell'anno lì diventiamo primi nel ranking europeo. Gli ho detto: 'Vedi Andriy, se non segnerai da noi per qualche settimana i tuoi tifosi si ricorderanno dei tuoi gol. Al Chelsea no'. Se fosse rimasto avrebbe superato certamente Nordahl, ma fu una decisione sua che noi rispettammo".
Abbiati sull'esordio dal primo minuto a Bologna: "Più che la prima partita da titolare l'emozione più grossa è stata mettere i piedi in campo a San Siro quando Sebastiano Rossi viene espulso contro il Peugia. Quell'emozione me la ricorderò per tutta la vita, così come il primo giorno a Milanello. Su una parata con il Bologna mi ricordo Billy (Costacurta, ndr) che mi disse: 'Finalmente ne hai presa una' (ride, nr)".
Galliani sempre su quella partita: "Fa un errore Billy e segna Oba Oba Martins, ma succede una roba drammatica. Lì mi si è bloccato il cuore. Al 90' Kallon si presenta solo contro Abbiati e il suo polpaccione e la palla se ne va fuori. Se entra questa qui non c'è Manchester non c'è niente. E' stata la polizza a vita di Christian e gli abbiamo detto: 'Da questo momento deciderai tu quando smettere' e infatti quest'anno ha deciso lui".
Abbiati sul doppio derby di Champions League del 2003 contro l'Inter: "Non ricordo bene perchè è stata una settimana incredibile. Penso che nessuno dei miei compagni abbia dormito. E' stata una settimana dura".
Galliani sui 30 anni al Milan: "E' un grande orgoglio, in 30 anni noi abbiamo 28 primi posti, 16 secondi posti e un primo - speriamo - o secondo posto visto che c'è una Supercoppa a Doha a tra poco. Secondi posti tra finali di Champions e campionati non è mica da poco, sono tanti. Se si concluderà, come dovrebbe concludersi, quest'avventura è tanto tanto tanto e Christian (Abbiati, ndr) ha contribuito a questi successi".
Abbiati risponde a una domanda sui tanti ex compagni che ora allenano: "Fa effetto vedere tanti ex compagni che ora fanno gli allenatori".
Galliani racconta un aneddoto a Shevchenko: "Quando vinciamo la Champions nel 2003 contro la Juventus facciamo una cena di gala e c'è uno psichiatra molto famoso di fianco a me a cui chiedo: 'Senta, ma è normale che dopo 20 giorni dalla finale quando rivedo Sheva che va sul dischetto del rigore mi viene ancora la paura che possa sbagliare il rigore. E' grave?'. E lui mi ha risposto: 'E' irrecuperabile'. (risata di Sheva in sottofondo, ndr). Ti giuro Andriy, per un po' di giorni ti guardavo e mi veniva quella paura. Un forte abbraccio e grazie a te per tutto quello che hai fatto per il Milan'".
Shevchenko passa il telefono a Mauro Tassotti, suo vice nella nazionale ucraina con cui Galliani si saluta velocemente.
Galliani: "Va bene, vengo a fare il team manager dell'Ucraina (ride, ndr). Saluta tanto Mauro (Tassotti, ndr) e Andrea (Maldera)".
Sheva: "Spero che lei resti nel calcio, perchè il calcio ha bisogno di lei. Lei può dare ancora tanto".
Galliani prosegue: "Quello che abbiamo fatto insieme rimane. Passeremo dalla cronaca alla storia e forse sarà meglio la storia della cronaca".
Galliani legge una frase di Frida Kahlo: "Niente è assoluto, tutto cambia, tutto si muove, tutto gira, tutto vola e va via".
Galliani: "Sembrerebbe proprio di no, e quindi credo siano le ultime 3 settimane di Milan. Non per arroganza, ma ho fatto l'amministratore delegato sempre nella mia carriera, non saprei che altro ruolo fuori. Che cosa posso fare? Direi che sono le mie ultime 3 settimane di Milan dopo 30 e passa anni".
Sheva chiede a Galliani: "Dottore, c'è una possibilità che lei resti?".
Galliani risponde: "Grazie Andriy, dell'era moderna sei l'attaccante più forte che ha avuto il Milan. Sei scolpito nel cuore e nella storia del Milan. Tu lo sai e io quando ti vedo sono sempre emozionato come quella sera del '99 in cui ti ho visto giocare con la Primavera della Dinamo Kiev ed ero raffreddato per il freddo".
Collegamento telefonico con Shevchenko: "Prima cosa non potevo mancare a questa opportunità di salutare il dottor Galliani dopo tutti questi anni di successi al Milan e soprattutto per il supporto e il rapporto di grande amicizia che mi ha dato".
Viene mostrata una clip ad Adriano Galliani sui successi del Milan in questi 30 anni di presidenza Berlusconi, al termine dei quali l'ad commenta: "Emozione pura per chi ha vissuto queste cose. Si accappona la pelle".
Amici di MilanNews.it, tra poco Adriano Galliani sarà ospite a 'Milan Talk', programma in onda su Milan TV insieme a Christian Abbiati. Restate con noi per non perdere neanche una dichiarazione dell'amministratore delegato rossonero al canale ufficiale del club.


