Tra un Milan ed un altro: il ringraziamento per gli esordi e il valore della effettiva ricostruzione
Matteo Calcagni
Sinisa Mihajlovic, ex tecnico rossonero, si è tolto più di un sassolino dalle scarpe nell'intervista al Corriere della Sera, rivendicando meriti risalenti alla scorsa stagione. Il Milan di Montella, terzo in classifica e lanciatissimo in campionato, deve parte delle sue fortune anche grazie al lavoro del serbo, il cui esonero era stato mal digerito da ambiente e tifoseria, sia per le modalità che per le tempistiche. Addio anticipato che non ha certamente fatto piacere all'attuale allenatore granata, il quale avrebbe comunque lasciato il Diavolo a fine stagione.
L'ESORDIO CHE VALE ORO - Il Milan di Mihajlovic non ha certo impressionato per risultati ottenuti e gioco espresso, ma aveva trovato un certo equilibrio prima della crisi finale. Il nativo di Vukovar non verrà ricordato per coppe e trofei, ma non si può scordare che nella sua gestione è arrivato l'esordio di Donnarumma. E' verissimo che il portiere campano era di proprietà dei rossoneri già prima dell'arrivo del serbo, ma per farlo debuttare a sedici anni ci voleva tanto coraggio. La classifica era deficitaria, il momento complicato e l'ambiente temeva che il ragazzo si bruciasse: alla fine ha avuto ragione Sinisa, velocizzando i tempi per l'inserimento di un ragazzo talentuosissimo che si è poi rivelato un fenomeno tra i pali.
IL MILAN DI MONTELLA - Il tecnico del Torino ha spinto molto anche per l'acquisto di Romagnoli, per il quale la società ha investito tanto, regalandosi però un centrale assolutamente futuribile e di irreprensibile valore. Si può quindi affermare che il Milan di Montella non sia partito proprio da zero, sebbene l'attuale allenatore sia riuscito nell'impresa più difficile: riuscire, in maniera effettiva, a ristabilire tranquillità alla squadra, ricostruendone effettivamente le convinzioni e mettendo finalmente fine ad una fragilità che proseguiva ormai da anni. Un ringraziamento a Mihajlovic è doveroso e i veri milanisti difficilmente lo dimenticheranno, ma se il Diavolo sorride di nuovo lo deve principalmente all'Aeroplanino, sia in termine di idee che di gestione del gruppo.


