Il futuro di Donnarumma e la solita litania bianconera: il nuovo Milan non può essere un outlet
Matteo Calcagni
A distanza di poche settimane torna l'ormai ciclica litania sul futuro di Gianluigi Donnarumma, portiere fenomeno rossonero che in tanti "vedono" come erede di Buffon alla Juventus. Il club bianconero sta evidentemente ragionando sul post-Gigi e il classe '99 sarebbe il sostituto più attrezzato per blindare i pali per almeno un altro decennio. Il feeling di Raiola con la società piemontese potrebbe favorire questa "clamorosa" operazione, ma la Zebra dovrà fare i conti col Diavolo cinese, il quale sarà di sicuro più forte economicamente di quello attuale.
LE VOCI BIANCONERE - Sull'argomento non è passata inosservata la battuta di Beppe Marotta, il quale si è lasciato andare ad un laconico ma significativo: "La Juventus negli ultimi venti anni ha sempre avuto il portiere della Nazionale...". Solamente una frase scherzosa o l'indizio di un interessamento concreto? Ancora presto per dirlo, fatto sta che il nuovo Milan dovrà muoversi in fretta per spegnere sul nascere il troppo vociare di questi mesi. E' impensabile che il club rossonero, il quale aspira a costruire un nuovo ciclo, si lasci scappare un portiere così giovane e forte.
IL RUOLO DEL MILAN - Il Milan deve aspettare il 25 febbraio, data in cui Gigio compirà diciotto anni, per fargli firmare un contratto pluriennale (chiaramente al rialzo). L'attuale accordo con i rossoneri scade nel 2018, rendendo la situazione particolarmente favorevole per le fauci di altri grandi club europei. Questa sarà la prima "patata bollente" per la nuova proprietà cinese, ormai in dirittura d'arrivo: Fassone & co. sanno bene di non potersi permettere l'addio del nativo di Castellammare di Stabia, anche a costo di fare un sforzo nelle trattative con Raiola. Il Milan non può essere visto come un outlet per le varie superpotenze, ma deve a tutti i costi trattenere i suoi gioielli e costruire passo dopo passo un futuro radioso.


