Milan, i minuti finali sono fatali. Quanti gol presi all'ultimo
Andrea Liguori
Rabbia, rammarico, delusione. Queste le parole che balzano subito in mente riassumendo lo stato d’animo rossonero per la beffa di Perisic che ha stroncato in gola l’urlo di gioia milanista nel derby di domenica, permettendo ai nerazzurri di acciuffare il 2-2. La rete del croato non può essere tuttavia considerata solamente un caso, almeno guardando i dati delle due squadre da ambo i lati: al netto di un derby che ha comunque portato il Milan ad agganciare la Roma in classifica, mantenendo 8 lunghezze di vantaggio sull'Inter, c’è da prendere in considerazione una statistica che, analizzata, risulta piuttosto preoccupante per Montella e i suoi.
SUCCEDE TUTTO NELLA RIPRESA – Se nel secondo tempo i rossoneri si scatenano, segnando parecchio, allo stesso tempo subiscono altrettanto, come dimostra il bilancio stagionale che consta di 15 gol fatti e 13 subiti. Il rientro dagli spogliatoi è un toccasana per gli uomini di Montella: nella prima mezz’ora della ripresa, infatti, i rossoneri partono a mille riuscendo il più delle volte a spezzare la partita, mettendo a segno 11 di quei 15 gol che dovrebbero far virare le sorti del match dalla propria parte. Eppure, non finisce così: il 41% delle reti subite dal Milan in campionato sono arrivate proprio negli ultimi 15 minuti (7 su 17), peggio di ogni altra squadra in percentuale. Con addirittura 4 di queste 7 incassate negli ultimi minuti di gara e nel recupero.
GLI ISTANTI FINALI – E proprio gli ultimi minuti, infatti, hanno condannato il Milan nel derby, reo forse di aver avuto un atteggiamento troppo rinunciatario e permissivo nei confronti di un'Inter che, proprio nell’ultimo quarto d’ora più recupero, vive il suo momento di maggiore prolificità (8 su 13 le reti siglate dai nerazzurri in extremis). Un aspetto fondamentale da rivedere per Vincenzo Montella, qualunque sia la causa che lo faccia scaturire: mancata concentrazione o troppa apprensione nel difendere un risultato che può essere gestito meglio, con il possesso palla o, perché no, cercando di appoggiarsi ai propri attaccanti tra punta centrale o esterni abili nell'uno contro uno. Piccoli campanelli d’allarme, insomma, da aggiustare e da rivedere, per far si che la stagione rossonera continui nel miglior modo possibile. Continuando a sognare in grande.


