CorSera - Cessione Milan, le parole di Berlusconi non preoccupano i cinesi: si va verso la vendita il 13 dicembre
Enrico Ferrazzi
Anche questa volta le parole di Silvio Berlusconi sulla cessione del Milan hanno fatto parecchio rumore, era successo domenica notte dopo il derby ed è successo ieri sera mentre il presidente rossonero era presente negli studi di Matrix: “Se non ci sarà il closing? Dovrei riprendermi il Milan, ma è fatta. Se non ci sarà, dovrò riprendermi il Milan con molto piacere e cambierò strategia. Sarà un Milan tutto italiano e molto giovane”.
PENSIERO NOTO - Come riferisce questa mattina il Corriere della Sera, non si tratta di qualcosa di nuovo, ma di un pensiero già sentito più: Berlusconi resterebbe volentieri alla guida del Milan, ma i tempi non lo consentono più. Sia Fininvest che i cinesi continuano ad essere convinti che il 13 dicembre ci sarà il famoso closing, ma in caso contrario è ovvio che il club di via Aldo Rossi resterà nelle mani dell’attuale proprietario, il quale non ha mai nascosto di sognare una squadra di giovani italiani.
NO IMPRENDITORI ITALIANI - Durante l’intervista, Berlusconi ha poi smentito la presenza di imprenditori italiani tra gli acquirenti: “Ho cercato persone italiane e non sono riuscito a mettere insieme una cordata, ho provato a fare come il Real Madrid o il Barcellona con un azionariato diffuso ma nulla, alla fine ho dovuto accettare un’unica offerta, quella cinese”. Da parte loro, i futuri proprietari sono ottimisti che tutto si concluderà per il meglio il 13 dicembre e hanno già un piano alternativo nel caso in cui le autorizzazioni del governo di Pechino non dovessero arrivare in tempo: la fidejussione bancaria garantita proprio dai capitali a disposizione in Cina.


