Cambiare per migliorare, senza riferimento al modulo: la visione di Montella dopo la punzecchiatura
Matteo Calcagni
"Mi piace questa massima: non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare. Adesso bisogna capire se vale la pena cambiare". Vincenzo Montella cita Sir Winston Churchill durante la conferenza stampa a Milanello, in riferimento alla volontà di Silvio Berlusconi di vedere due punte e il trequartista alle loro spalle. Il tecnico rossonero, sottolineando che già il Milan gioca in questo modo con Suso che svaria e Niang che si alza, ha anche parlato in riferimento alle frasi del presidente: "Certe cose le ha dette anche a me, ma le parole del presidente non si commentano mai come dice sempre Galliani. Io credo che non ci sia un modulo che ti fa vincere. Io comunque ascolto sempre quello che dice il presidente".
CAMBIAMENTI - La prima punzecchiatura presidenziale non ha quindi condizionato particolarmente l'Aeroplanino che, nel match di domani al Castellani, non sembra intenzionato a modificare sistema tattico. Discorso diverso sugli uomini, viste le tante rotazioni che potrebbero materializzarsi sul terreno di gioco. E' possibile che Montella cambi addirittura quattro giocatori dall'undici che ha affrontato l'Inter, inserendo Antonelli, Pasalic, Mati Fernandez e Lapadula. Una scelta coraggiosa che però potrebbe essere anche comprensibile, visto quando hanno speso mentalmente alcuni giocatori, come Kucka: "A livello nervoso è forse un po' in calo, mentre a livello fisico sta bene".
IL VOLERE DI MONTELLA - Tutti ricordano gli esiti non propriamente convincenti del turnover contro il Genoa, ma Montella non può farne a meno se non vuole veder spegnere, piano piano, la fiammella dei suoi. Oltretutto, inserendo nuovi giocatori nel motore, l'allenatore campano potrebbe regalarsi nuove risorse: impensabile proseguire tutta la stagione con undici/dodici giocatori e l'ex blucerchiato lo sa fin troppo bene. Ad Empoli sarà molto dura, vista la voglia di rivalsa dei toscani, ma il Diavolo deve riuscire a portare a casa l'intera posta, a prescindere da quelli che saranno gli effettivi cambiamenti.


