La cessione del Milan: serve chiarezza tra guerre social e acque avvelenate. Fininvest e SES dicano come stanno le cose. E i risultati della squadra passano in secondo piano...
Pietro Mazzara
La questione relativa alla cessione del Milan sta assumendo contorni quasi insostenibili per tutti. In primis dai tifosi, che da due anni seguono con grande livore la possibile vendita del club e che, giustamente, chiedono chiarezza ai giornalisti su quello che sta accadendo. La nostra categoria, a sua volta, è stanca di trovarsi all’interno di una storia che ha subito mille e più deviazioni e sfaccettature, da mister Bee passando per il duo Galatioto-Gancikoff fino ad arrivare alla Sino-Europe Sports. Tre fasi che hanno acceso speranze e dubbi, notizie e smentite, fatti e misfatti che hanno portato ad un’unica verità: il caos. Si sono venute a creare lotte di partito vere e proprie, scontri social tra tifosi e giornalisti che, in totale libertà, hanno fornito le loro notizie – così come MilanNews.it ha fornito quelle che aveva in suo possesso – cercando di fare al meglio il loro lavoro. Adesso però è arrivato il momento di fare chiarezza su tutto e sul perché, ancora una volta, si stia palesando all’orizzonte un ulteriore slittamento del closing. La conferma dell’assemblea dei soci del 13 dicembre a cosa servirà? Il meeting di Fassone con i dirigenti della Sino-Europe ha cosa ha portato di concreto? C’è bisogno di risposte concrete, sia da una parte sia dall’altra. Fininvest e Sino-Europe, adesso, hanno l’obbligo morale di fare chiarezza. Entro la fine di questa settimana ci dovrebbe essere la disclosure sui nomi dei finanziatori, con le dovute garanzie sui 520 milioni che i cinesi dovranno versare sui conti di Fininvest (420) e su quelli del Milan (100).
Ad alimentare ulteriormente i dubbi e le insicurezze, poi, ci ha pensato Silvio Berlusconi. Il patron rossonero, nell’arco di una settimana, ha fornito almeno 7-8 versioni diverse sulla cessione del club, fino ad annunciare che il Milan è stato venduto, ma che ci potrà volere ancora del tempo per finalizzare l’accordo. Ok, bene, ma chi ne risente di tutto questo teatro dell’assurdo è l’ambiente rossonero, che dovrebbe godersi a pieno il momento della squadra, seconda contro ogni aspettativa e che sta dimostrando grinta, carattere, un gioco discreto e una mentalità da grande squadra. Inutile nascondersi dietro ad un dito, Montella ha fatto un grande lavoro e partite come quelle di sabato contro l’Empoli, negli anni passati, il Milan le avrebbe perse o pareggiate. Invece ha vinto, con caparbietà e determinazione, riuscendo a riprendere in mano un match che, nel primo tempo, sembrava potesse sfociare in qualcosa di diverso rispetto alla vittoria finale. Closing o non closing, sono sicuro che a tutti piacerebbe tornare a parlare solo di calcio.


