MILAN, IL CUORE NON BASTA
Davide Bin
E' un film già visto molte volte in questa stagione e, purtroppo, non è certo uno spettacolo divertente: il Milan stenta, perde in casa contro la Sampdoria e non approfitta della sconfitta della Fiorentina a Napoli, rimanendo a quattro punti dal quarto posto e venendo pericolosamente avvicinato dalla stessa Sampdoria e dall'Udinese.
A questo punto non si capisce nemmeno più se è maggiore il sollievo per non aver visto definitivamente scappare via i viola o il rimpianto per l'ennesima occasione sprecata per ritornare in corsa per il quarto posto; forse il dubbio si risolve dicendo che il sentimento prevalente al termine di un'altra serata da incubo è la preoccupazione e lo sconcerto per una prestazione assolutamente imbarazzante dei rossoneri, soprattutto nel primo tempo: ancora choccati per l'eliminazione dalla Champions League, con il morale sotto i tacchi per la bella ma sciagurata partita di Roma contro i giallorossi, ulteriormente demoralizzati dall'infortunio di Kakà dopo soli nove minuti, i rossoneri si sono fatti travolgere da una Sampdoria brava a sfruttare tutti gli errori degli uomini di Ancelotti.
Nella ripresa il Milan ha tentato il tutto per tutto per rientrare in partita, ci è riuscito grazie al gol di Paloschi e si è generosamente gettato all'assalto nel finale per provare la clamorosa rimonta, ma a volte il cuore non basta se testa e gambe non ti assecondano più e, così, l'arrembaggio è stato generoso ma confuso, grintoso ma caotico e la sconfitta è rimasta tale; certo anche la sfortuna ci ha messo lo zampino con quel palo maligno che ha salvato Castellazzi sulla velenosa punzione di Pirlo e lo stesso portiere doriano ha infierito sui rossoneri togliendo dall'incrocio dei pali un meraviglioso tiro di Gattuso; un pareggio non avrebbe cambiato molto la situazione ma, forse, avrebbe dato un po' di morale ad una truppa provata da tante fatiche e da molte delusioni e che vede sempre più lontano l'ultimo obiettivo raggiungibile.
La situazione è preoccupante, perchè ora che non c'è più l'alibi del pensiero rivolto ad un'altra competizione e ci si aspettava un Milan ben diverso da quello visto in campo a San Siro; la prestazione di Roma aveva illuso un po' tutti e fatto sperare che i rossoneri fossero sulla buona strada per un ottimo finale di campionato; ora non si sa davvero più cosa pensare, perchè, soprattutto nel primo tempo, il Milan è sembrato un gruppo allo sbando e non è bastata la reazione della ripresa a ribaltare il risultato e far svanire l'inquietante sensazione di impotenza di quella che una volta era un'armata invincibile.
San Siro riapre i battenti per una sfida del Milan quindici giorni dopo la choccante serata che ha decretato l'eliminazione dei rossoneri dalla Champions League; ovviamente l'atmosfera è ben diversa rispetto a quella notte: niente tutto esaurito e, anzi, stadio semivuoto perchè, oltretutto, si tratta di un turno infrasettimanale (per fortuna l'ultimo!) di campionato; la classifica non autorizza sogni di gloria, la sconfitta di Roma ha ulteriormente demoralizzato il popolo rossonero e, allora, perchè passare una serata allo stadio a prender freddo e rischiare arrabbiature?
In effetti il rendimento casalingo del Milan in questo campionato è stato tutt'altro che esaltante, ma ci vuole un'inversione di tendenza immediata se si vuole evitare di perdere definitivamente il treno che porta nell'Europa "nobile"; per questo la partita contro la Sampdoria è importante e, oltretutto, tutt'altro che facile, perchè i blucerchiati sono una della squadre più in forma in questo momento e stanno attraversando un periodo molto positivo.
Per fortuna Ancelotti recupera elementi importanti come Nesta e Jankulovski e anche Kakà e Seedorf, usciti anzitempo e acciaccati dalla sfida di Roma; la formazione è quella pressochè titolare e il mister prosegue con il modulo ad abete, un po' fuori stagione, visto che siamo a Pasqua, ma sempre molto affidabile, soprattutto nei momenti di difficoltà.
La Curva Sud incoraggia i giocatori fin dal momento del riscaldamento, con cori e applausi per tutti i giocatori; il momento è difficile e proprio per questo bisogna stare vicini alla squadra, perchè se si vuole raggiungere un obiettivo bisogna remare tutti nelle stessa direzione, a maggior ragione quando la corrente è contraria.
La Sampdoria evoca bei ricordi, visto che nell'andata a Genova il Milan ha stravinto con un pokerissimo di reti e una delle migliori prestazioni della stagione; nel frattempo i liguri sono migliorati molto e i rossoneri sono calati, quindi è difficile ipotizzare una replica di quell'esaltante serata, ma la speranza di noi tifosi che abbiamo deciso di non lasciare sola la squadra e di incitarla sempre e comunque è quella di vedere una prestazione convincente e conquistare tre preziosi punti.
Purtroppo la realtà è fin da subito ben diversa dalle aspettative: l'infortunio di Kakà, nuovamente vittima della lombalgia che lo aveva costretto ad uscire anzitempo a Roma, è il primo segnale di serata storta, seguito a breve distanza dal gol della Sampdoria che sfrutta l'immobilità della difesa (altro che albero di Natale, questo è lo schema "a presepe" con tanto di belle statuine!) per battere Kalac con la deviazione da pochi passi di Maggio. Purtroppo l'incubo è solo all'inizio, visto che il Milan riesce nell'impresa di subire il raddoppio dopo aver perso palla al limite dell'area sampdoriana, senza riuscire a frenare in alcun modo il contropiede avversario, che Del Vecchio, vanamente inseguito da Nesta e Kaladze, trasforma in gol.
La Sud non molla, invoca undici leoni in maglia rossonera e prova a far reagire la squadra, ma l'encefalogramma del Diavolo rimane piatto e gli unici sussulti sono un paio di tiri di Nesta e Jankulovski, mentre attaccanti e centrocampisti continuano a latitare, se si eccettua il vivace Paloschi, che ha sostituito lo sfortunato Kakà.
Sicuramente va più vicina la Samp al terzo gol che i rossoneri al primo e, così, sono inevitabili e scontati i fischi che accompagnano il Milan negli spogliatoi, così come inevitabile è la mossa di Ancelotti, che tenta di spronare i suoi giocatori e inserisce la terza punta, Gilardino, al posto di Ambrosini; dal 4-3-2-1 al 4-3-3, per tentare una rimonta che, vista la prestazione, sembra davvero impossibile.
Almeno il Milan della ripresa ci mette impegno, grinta, cuore, determinazione, voglia di fare e poco importa se mancano ordine, geometrie, precisione e incisività; i rossoneri fanno tanta confusione e faticano a impensierire Castellazzi, ma almeno chiudono la Sampdoria nella propria metà campo e tirano un po' su il morale agli sconcertati tifosi.
Il gol di Paloschi a metà tempo esalta squadra e pubblico, fa credere che la rimonta sia possibile e moltiplica gli sforzi dei giocatori in campo e il tifo della Sud; c'è anche qualche episodio dubbio in area che Banti non vede o non valuta importante; c'è un Milan finalmente scatenato e vivace, ma la porta di Castellazzi rimane imbattuta, per sfortuna, imprecisione e bravura dello stesso portiere (che rabbia, ad esempio, quel tiro di Favalli che dà solo l'illusione ottica del gol!)
I rossoneri ci provano fino all'ultimo secondo dei minuti di recupero, poi si arrendono ed escono dal campo a capo chino e rincuorati dall'affettuso applauso della curva, che ha apprezzato l'impegno della ripresa, magari chiedendosi perchè quella furia agonistica vista nel finale è completamente mancata nel primo tempo.
In effetti se il Milan avesse giocato fin dal primo minuto con la determinazione della ripresa, forse il risultato sarebbe stato diverso e, invece, siamo qui a commentare l'ennesimo risultato deludente a San Siro. Il rendimento casalingo dei rossoneri in questo campionato è da squadra che lotta per non retrocedere e sono state ben poche le soddisfazioni per i tanti fedeli abbonati e, più in generale, per chi ha seguito la squadra nelle sue esibizioni casalinghe.
Difesa tutt'altro che ermetica, centrocampo in difficoltà sia a creare gioco che a fare filtro, attacco evanescente; c'è davvero poco da salvare nel Milan visto questa sera, perchè tutti hanno sbagliato e commesso errori, pur cercando di farsi perdonare con impegno e determinazione.
La Sampdoria è stata brava, cinica e abile a sfruttare la serataccia dei rossoneri e ora li tallona ad un solo punto di distacco; i più ottimisti continuano a pensare al quarto posto e alla Champions League, i più pessimisti cominciano a guardarsi alle spalle, perchè ora non c'è più solo il Milan ad inseguire la Fiorentina.
E' davvero una settimana di passione per noi tifosi rossoneri e il cammino in campionato è sempre più simile ad una Via Crucis, ma se si vuole sperare ancora di inseguire un posto in Champions League bisogna ripartire da quel rabbioso e volitivo secondo tempo; rimane inspiegabile il perchè bisogna sempre regalare un tempo agli avversari e chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati, ma c'è ancora tempo e modo di salvare una stagione per molti versi disgraziata, quindi è meglio rinviare critiche e processi dopo i verdetti definitivi, confidando (in fondo è Pasqua!) nell'ennesima resurrezione dei cadaverici giocatori rossoneri.
Si era parlato di dodici finali che nel frattempo sono diventate solo nove e due delle tre giocate sono state già perse; non è certo il modo migliore per reagire all'eliminazione dalla Champions League, non è certo il modo migliore per chiudere degnamente un ciclo esaltante e ricco di trionfi; ecco perchè continuo a sperare in un colpo di coda del Diavolo, in un rigurgito di orgoglio di questo gruppo meraviglioso, che permetta di lasciare in eredità agli eventuali successori un posto nell'Europa che conta, nel salotto buono europeo che abbiamo frequentato per anni e che non vogliamo abbandonare in modo così indecoroso.


