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Elezioni FIGC, i programmi di Adriano Galliani e Giovanni Malagò a confronto

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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
Oggi alle 09:30Serie A
06.11.2026 09:30Serie A
Molti obiettivi comuni, ma differenze su Serie C, scommesse, fisco e allenatori. Le proposte dei due candidati alla presidenza federale
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Sessanta pagine per Adriano Galliani, venticinque per Giovanni Malagò. I due candidati alla presidenza della Figc hanno presentato i rispettivi programmi in vista delle elezioni del 14 dicembre. Documenti molto diversi per dimensioni, che condividono buona parte degli obiettivi: valorizzazione dei giovani, sostenibilità dei club, ammodernamento degli stadi, tutela degli arbitri e maggiori risorse per il sistema. Le differenze emergono soprattutto quando si passa alle singole proposte. Galliani presenta un piano per il biennio 2027-2028, mentre Malagò riprende in larga parte il programma con cui era stato eletto a giugno, rivendicando alcune iniziative già avviate nel corso del precedente mandato.

Serie C, giovani e allenatori: le prime differenze

Il primo punto di distinzione riguarda la Serie C. Entrambi i candidati ritengono necessario rafforzarne la sostenibilità economica, attraverso controlli preventivi e interventi sui ricavi. Malagò, però, apre esplicitamente alla possibilità di rivedere il numero delle società partecipanti e il format dei campionati, oltre ai criteri di ammissione e ai requisiti infrastrutturali. Non indica una soluzione precisa, rimandando le decisioni a un tavolo con Lega Pro, Aic, Aiac e società. Galliani, invece, si concentra sul consolidamento economico della categoria, sulla valorizzazione dei diritti audiovisivi e sugli investimenti nei settori giovanili, senza proporre modifiche alla struttura del campionato.

Sui giovani italiani le posizioni sono più vicine. Entrambi vogliono incentivare i club che investono nei vivai e aumentare il minutaggio dei calciatori formati in Italia, anche attraverso le seconde squadre. Malagò rivendica però il rifinanziamento della Riforma Zola per 5 milioni di euro e la riorganizzazione del Club Italia, con la separazione tra presidenza federale e presidenza del Club Italia e l'introduzione di nuove figure tecniche. Per quanto riguarda gli allenatori, l'ex presidente del Coni propone di rendere gradualmente obbligatorio l'impiego di tecnici abilitati in tutte le squadre dell'attività di base, a partire dalla prossima stagione sportiva. Galliani punta soprattutto sul miglioramento e sull'accessibilità dei percorsi formativi, senza prevedere lo stesso obbligo.

Scommesse e fisco: Galliani quantifica, Malagò propone di superare l'Irap

Un'altra differenza significativa riguarda le scommesse sportive. Galliani propone di riconoscere al calcio una quota del 2% su una base indicata in circa 16 miliardi di euro, oltre a riaprire il confronto sul divieto di pubblicità e sponsorizzazioni introdotto dal Decreto Dignità. Malagò condivide il principio secondo cui una parte del valore prodotto dal betting debba tornare al movimento, ma non indica percentuali e non affronta espressamente il tema della pubblicità.

Sul piano fiscale, invece, è Malagò a formulare una proposta specifica: valutare il superamento dell'Irap per le attività legate a formazione, vivai, sviluppo territoriale e infrastrutture. Galliani chiede una revisione più generale della fiscalità sportiva, con particolare attenzione al costo del lavoro e agli incentivi per gli investimenti. Entrambi considerano fondamentale il contrasto alla pirateria audiovisiva, ma Galliani propone anche di destinare parte dei proventi delle sanzioni Agcom allo sviluppo del calcio. Malagò rivendica l'avvio di un confronto con il Governo che comprende la revisione della Legge Melandri.

Stadi, arbitri e governance: prevalgono i punti comuni

Sulle infrastrutture le differenze sono limitate. Entrambi chiedono semplificazioni amministrative, incentivi fiscali e strumenti finanziari per la costruzione di nuovi impianti. Galliani insiste anche su proprietà e concessioni di lunga durata degli stadi, mentre Malagò sottolinea il lavoro già avviato con il commissario governativo in vista di Euro 2032.

Analoga convergenza sul fronte arbitrale: difesa dell'indipendenza dell'Aia, investimenti nella formazione e maggiore attenzione all'utilizzo delle tecnologie. Nessuno dei due presenta una modifica dettagliata al protocollo VAR. Per il dilettantismo, Malagò indica uno sportello unico digitale e un fondo strutturale di sostegno alle società; Galliani insiste anche sugli incentivi fiscali alle sponsorizzazioni.

Resta una differenza nell'impostazione complessiva. Galliani propone un programma da attuare nei due anni a disposizione, attraverso obiettivi e verifiche periodiche. Malagò - che evidentemente non guarda al 2028 come fine del proprio mandato - punta sulla continuità con il precedente mandato e sulla trasformazione della Federazione in una struttura di servizio, con rendicontazione annuale dei risultati. In entrambi i casi, una parte consistente degli interventi resta subordinata ad accordi con le componenti federali e con le istituzioni.

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