Robinho, quando le critiche si tingono d'oro
Matteo Calcagni
Arrivato quasi in punta di piedi nell'ultimo giorno utile di mercato, Robinho è stato uno dei calciatori più "pronunciati" di questo avvio di stagione rossonero. Sui giudizi generali hanno pesato le fallite occasioni da gol, nonostante il brasiliano abbia spesso profuso in campo tanto sacrificio e tenacia: giusto rimarcare gli errori, come madornale fu quello della notte all'Amsterdam Arena, ma è sbagliato ed erroneo dimenticarsi della prestazione in senso assoluto. L'ex Santos, nella sfida interna contro i clivensi di Pioli, si è sbloccato sul finale di gara, mentre il Milan era in affanno dopo la rete della speranza dei veronesi: un gol certamente non complicato, che tuttavia ha sbloccato mentalmente un ragazzo di ventisei anni, reduce dall'esperienza non troppo rosea del Manchester City. Tempo altre due gare e Robinho è diventato l'uomo nuovo ed insostituibile di questo Milan, quando solo poche settimane fà veniva dipinto come acquisto sbagliato e giocatore di basso peso specifico. Il verdeoro, soprattutto nella difficile serata del San Paolo, ha offerto un'importante prova di maturità, andando a ricoprire un ruolo non suo in maniera magistrale: Robson, schierato dietro alle punte con la possibilità di svariare a piacimento, ha dato dimostrazione di essere una vera "bomba ad orologeria" per le difese avversarie. Punti di riferimento praticamente azzerati e tantissima corsa: caratteristiche che per il Milan di Allegri sono oro colato.
Le critiche che hanno accompagnato il primo mese del brasiliano in rossonero, in maniera decisamente rapida, sono state rimpiazzate da elogi ed apprezzamenti. Anche Adriano Galliani lo ha rimarcato, felice di aver compiuto un vero affare nel prelevarlo dalla corte di Mancini per 18 milioni di euro: solo due anni fà, proprio i Citizens, lo avevano acquisito per 40 milioni di euro dal Real Madrid, una cifra di certo non indifferente per un ventiquattrenne. Ora il Milan si gode Robinho e viceversa il verdeoro si gusta la sua nuova squadra. "Il mio sogno è il Mondiale del 2014, ma nel frattempo voglio vincere tutto con la maglia rossonera. Voglio restare qua almeno dieci anni" ha dichiarato il capitano della Seleçao a Sky Sport, dimostrando già di amare l'ambiente di casa Milan e, di fatto, desideroso di poter alzare trofei importanti insieme ai suoi illustri compagni di squadra.


