Nonostante tutto, resta sempre la Classica del calcio italiano
Pietro Mazzara
Negli anni passati, quelli che hanno preceduto lo scandalo (?) di Calciopoli, le sfide tra Milan e Juventus venivano vissute con grande attesa da ambedue le tifoserie perché, nell’aria, c’era sempre il profumo o dello scontro valido per lo scudetto o, come accaduto nel 2003, il trono di squadra più forte d’Europa. Poi le procure, i PM, le telefonate ed i ribaltoni del calcio italiano hanno cambiato il sapore della sfida tra le due squadre più titolate d’Italia è cambiato sia perché da Torino hanno sempre indicato, dalla risalita in serie A, l’Inter come la principale antagonista sia perché entrambe le compagini non hanno più veleggiato nei piani alti della classifica in modo decisivo per giocarsi qualcosa di importante.
Con il nuovo corso targato Andrea Agnelli, un nome una garanzia di sana rivalità sportiva, le sensazioni sono cambiate e, almeno in parte, si sta tornando a quel clima di attesa per la sfida che porterà lo stadio di San Siro ad essere esaurito come ai vecchi tempi. Infondo, si tratta sempre della grande classica del pallone nostrano.


