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La scia si blocca a Genova: ma che bel Milan!

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
domenica 28 novembre 2010, 00:00Editoriale
autore Matteo Calcagni
28.11.2010 00:00Editoriale
ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS

Essere soddisfatti per un pari subito in rimonta, ovviamente, non è mai semplice ed attuabile: la rabbia e la frustrazione, a caldo, risultano troppo elevate per esprimere giudizi oggettivi sulla prestazione e sul valore dell'undici in campo. La sensazione diffusa del dopo Marassi, tuttavia, è la dimostrazione di una prova di forza e qualità da parte dei rossoneri, penalizzati incredibilmente dall'unica vera occasione da gol creata dagli avversari. Il Milan ha messo all'angolo una temibile Sampdoria, nel suo stadio e su un terreno di gioco di qualità indecorosa: i rossoneri hanno sfiorato la rete in numerose occasioni, trovando poi il sigillo del vantaggio di uno straordinario Robson de Souza Robinho. Il brasiliano ha finalmente mostrato la metà più qualitativa del suo potenziale, mettendo a ferro e fuoco la retroguardia made in Sampdoria, tutta concentrata a neutralizzare il nemico pubblico numero 1, Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese, dopo aver deciso in serie numerose sfide grazie ai suoi gol, ha interrotto il suo score personale al Marassi, servendo però la preziosa palla dell'1-0 al brasiliano numero 70. E' Pazzini, come meno di un anno fa, a rompere le uova nel paniere al Diavolo: anche con Leonardo, pur con una squadra in condizioni precarie, il Milan era riuscito a portarsi in vantaggio in terra ligure, venendo poi freddato da un rigore di Cassano e dalla rete allo scadere del bomber azzurro. Segnatura evitabile ed incassata in maniera poco intelligente, tra un rinvio errato di Abbiati con conseguente calcio d'angolo regalato e, sui suoi sviluppi, un fuorigioco mal riuscito con il posizionamento sbagliato di Daniele Bonera.

Poco male: è impensabile vincere tutte le partite e, soprattutto dopo queste prestazioni, è doveroso allargare le braccia impotenti per l'elevato dazio pagato alla sorte. Doveroso ripartire in fretta, già dalla gara interna contro il Brescia: i lombardi non stanno attraversando un momento idilliaco, ma i pareggi contro Inter e Juventus devono tenere alta l'attenzione della truppa per evitare sorprese. Oltre alla grande prova di Robinho, tuttavia, il Milan può sorridere anche per un altro motivo non inerente al risultato: Ignazio Abate, partita dopo partita, sta stupendo sempre più in positivo ambiente e tifosi, mostrando una tranquillità e sicurezza che finora non si erano mai potute apprezzare appieno. Merito a Leonardo, per averlo lanciato lo scorso anno, a Tassotti per i miglioramenti difensivi e, ovviamente, a Massimiliano Allegri, che ha puntato forte su di lui anche in gare decisivissime e contro avversari di livello mondiale. L'apporto di Ignazio, un atleta di soli ventiquattro anni, sarà fondamentale per gli esiti di questa stagione. Annata che, come già viene ripetuto da tempo, dovrà essere impreziosita da un nuovo attaccante a gennaio: Ibrahimovic da solo non può fare miracoli e, onde evitare drammi strutturali per ogni raffreddore di Alexandre Pato, un nuovo tassello in quel ruolo va senz'altro acquisito.

per Milannews.it

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