In attesa di Pato...
Matteo Calcagni
Le statistiche del Milan 2009/10, in maniera piuttosto netta, avevano evidenziato una carenza totale di risultati in concomitanza con le assenze prolungate di Alexandre Pato: senza il brasiliano, infatti, il Diavolo inciampava con regolarità, trovando solo quel parziale filotto di successi all'inizio dell'anno, bloccato sul nascere dall'amara sconfitta nel derby contro l'Inter. Quest'anno, nonostante il brasiliano stia attraversando una prima fase di stagione non facile (dieci le presenze e 714 i minuti complessivi), i risultati sono comunque arrivati, portando il Diavolo al primo posto in classifica e alla qualificazione anticipata agli Ottavi di Champions League. L'undici di Allegri, in assenza del ventunenne verdeoro, ha trovato quattro vittorie su otto partite, raccogliendo sedici punti complessivi. Bottino non certo esaltante, ma essenzialmente superiore ai rivedibili risultati dello scorso anno. A fine aprile, infatti, le vittorie del Milan leonardiano senza la presenza di Alexandre Pato in campo si potevano contare su una mano: cinque. Un dato decisamente disarmante, se si pensa che tre di quei successi erano stati ottenuti nel florido gennaio 2010.
La situazione attuale è decisamente più rosea anche, e soprattutto, per la presenza di due pedine alquanto fondamentali per gli equilibri rossoneri: Zlatan Ibrahimovic e Robinho. I due attaccanti, acquisiti nel rush finale di calciomercato estivo, stanno facendo la differenza per questo Milan, rendendo le tante assenze dell'ex Internacional più digeribili del previsto. L'importanza di Pato, tuttavia, non è quantificabile solo a livello di risultati: il Diavolo necessita fortemente del ritorno del suo Papero, soprattutto considerando le difficoltà spesso incontrate in zona gol. Il giovane verdeoro, dati alla mano, ha segnato una rete ogni 119 minuti: una risorsa che, al suo ritorno, sarà fondamentale al Milan per sbloccare e/o chiudere le partite. Considerando questo aspetto, ovvero la prolificità in zona gol, pare alquanto logico che la dirigenza rossonera, a gennaio, si impegni per trovare un nuovo attaccante da aggregare all'attuale pacchetto, in modo da evitare situazioni di emergenza che, soprattutto nei mesi caldi della stagione, potrebbero pesare esageratamente sui risultati.


