Speedy Abate: un anno di progressi
Matteo Calcagni
Cresciuto nella Primavera rossonera, Ignazio Abate si è fatto le ossa tra Empoli e Torino, guadagnandosi la stima dell'ambiente e propiziando il suo ritorno alla casa base nel giugno 2009. Il laterale campano, ventiquattro anni compiuti da poco, ha iniziato il suo percorso calcistico come ala offensiva, venendo anche utilizzato come laterale di tridenti d'attacco. Al Milan, considerando la presenza di "mostri" del settore come Pato e Ronaldinho, la più logica sistemazione e, relativo spostamento, era il ruolo di terzino: negli ultimi anni una delle zone più tribolate della rosa rossonera. Adattarsi a esterno basso, dopo aver iniziato la carriera in zone avanzata, è un'operazione ardua e complicata: Ignazio ha lavorato molto a Milanello, sotto la guida di un esperto del settore come Tassotti, guadagnandosi i favori di Leonardo e muovendo i primi passi sulla fascia destra rossonera. I risultati dello scorso anno, non solo per colpa sua, non furono pienamente soddisfacenti: Abate mostrò impegno e determinazione, ma l'inesperienza e i meccanismi di squadra, decisamente poco inclini alla fase difensiva, non lo aiutarono di certo. In questa stagione, dopo essere stato vicino alla cessione in estate (si è parlato di un interessamento vivo della Fiorentina), Abate si è rimesso in gioco agli ordini di Massimiliano Allegri.
Il tecnico toscano, inizialmente, ha puntato sul rodato duo Zambrotta-Antonini, con sporadico utilizzo anche di Daniele Bonera al posto del terzino ex Barcellona. Nell'ultimo mese, tuttavia, complici i problemi fisici dei titolari, il numero 20 milanista è tornato prepotentemente in auge, disputando gare di grande spessore difensivo contro avversari come Cristiano Ronaldo ed Eto'o. Neanche l'ingenuità del derby, con il rosso rimediato dopo la provocazione di Pandev, è riuscita a fargli perdere il treno della sicurezza ritrovata, tornando più "caldo" che mai nelle gare successive. La prestazione contro la Sampdoria, a Marassi, è forse stata la migliore di Abate in maglia rossonera: diagonali perfette, ottime chiusure e tanta attenzione in fase difensiva, tutte caratteristiche che l'anno passato sembravano non appartenere al ventiquattrenne di Sant'Agata de' Goti. Ora, cercando di riscoprire parte del suo vecchio ruolo di esterno offensivo, il terzino destro sarà chiamato a migliorare anche la fase offensiva, cercando di penetrare con più incisività tra le maglie avversarie e sfruttare meglio i cross: in attesa della completa maturazione del giovane esterno, tuttavia, il Milan può sorridere per questa importante risorsa (ri)trovata.


