Milan: sostituzioni incomprensibili, ma il difetto è nella precisione
Tiziano Crudeli
E' vero che l'Inter ha vinto ma è altrettanto vero che le altre inseguitrici non hanno guadagnato punti. I nerazzurri sono ancora molto lontani. E' già questo è un aspetto molto piacevole. Qualcuno ha sostenuto che il Milan a Genova ha compiuto un mezzo passo falso. Opinione molto discutibile. Sinceramente non so se ritenermi soddisfatto per il gran gioco espresso dal Milan contro la Sampdoria o essere deluso per il risultato finale soprattutto nel momento in cui mi sono reso conto che i rossoneri non sono riusciti a chiudere il match, dopo aver largamente dominato (il primo tempo era da incorniciare ), ma si sono dovuti accontentare di un pareggio. La Sampdoria non è l'ultima della classe pur se priva di Cassano. Nel difficile campo di Marassi un pareggio ci poteva pure stare, ma per quanto si è visto in campo i rossoneri meritavano i tre punti in palio. Lo testimoniano anche i numeri. La squadra di Mister Di Carlo ha effettuato due 2 tiri nello specchio della porta di Abbiati e 1 fuori, Ibra e compagni 11 in porta e 5 fuori. Mister Allegri ha detto che è stata la miglior partita della sua gestione almeno per quanto concerne la fase difensiva e l'intensità. Tutto vero. Ma ciò che indispettisce è la solita sbadataggine che commettono anche i big del reparto arretrato. Stavolta Nesta e Thiago Silva (che si è assunto, nell'occasione del gol del pareggio doriano, ogni sorta di responsabilità per non aver marcato a dovere Pazzini). Così, giusto per fare una disamina obiettiva, è altrettanto indiscutibile che là davanti nelle conclusioni a rete i nostri paladini difettano di precisione. Ibra, al suo sesto assist stagionale, aveva le polveri bagnate; Robinho, al suo quarto gol, ha disputato un ottimo match ma se centrasse il bersaglio grosso con maggiore precisione allora più che un eccellente giocatore ci ritroveremmo al cospetto di un fuoriclasse. Binho correre, contrasta, lotta, recupera palloni e, dulcis fundo, fa pure diverse reti in campionato. E' doveroso rammentare che i milanisti non hanno sfruttato le opportunità per fissare il punteggio finale sul 2 a 1. L'altra faccia della medaglia, oltre ad una manovra davvero molto convincente e per certi versi perfino spettacolare, è rappresentata da un reparto arretrato solido e ben disposto anche perchè sta crescendo pure il baby Ignazio Abate.
Ora il figliol prodigo (è cresciuto nelle giovanili rossoneri e dopo aver girovagato è tornato all'ovile) è bravissimo nelle chiusure difensive se poi aggiusta pure la misura dei suoi traversoni può meritarsi l'etichetta “erede di Cafù.” Si diceva del marchiano errore sul gol di Pazzini pagato a caro prezzo. Ovviamente la divisione della posta lascia l'amaro in bocca per il semplice motivo che toglie alla capolista due punti preziosi, ma tutto si è avuta la conferma che il Milan sta acquisendo sicurezza e convinzione nei propri notevoli mezzi. Eppure all'appello mancano ancora Pirlo, Pato, Ronaldinho, Inzaghi e Antonini. Sempre in tema di rilievi è incomprensibile il motivo per cui, ad un minuto del termine del tempo di recupero, sono stati inseriti Ronaldinho e Flamini. Si voleva cercare di pescare il jolly vincente nelle battute conclusive della gara? Allora, forse, era, il caso di rischiare prima il loro inserimento. Pazienza. Non si può sempre vincere. Dopo quattro successi consecutivi è arrivato un \1 a 1 in trasferta che non è da buttare. Quando ha detto: passo falso dei rossoneri. Invece no. La Sampdoria è un complesso di qualità che nel campo amico è ancora più temibile. Altro aspetto positivo da non trascurare è la dimostrazione della buona condizione fisica generale. Va, infatti ricordato che appena tre giorni prima il Milan aveva disputato il match di Champions contro l'Auxerre . Nessuno ne ha risentito, il che vuol significare che fisicamente i “burdel” (ragazzi) sono in splendide condizioni fisiche e atletiche. Se poi facciamo dati comparativi con lo scorso campionato constatiamo che il Milan ha 2 punti in più (30 contro 28), 3 gol realizzati in più (23 contro 20) e 3 gol meno (12 contro 15). I motivi per rallegrarci sono diversi. Personalmente sostengo che bisogna vivere alla giornata evitando qualsiasi volo pindarico. Giusto per completare il quadro l'Inter, l'anno scorso capolista, aveva totalizzato 35 punti contro gli attuali 23 (12 punti in meno) gol segnati 33 contro 19 (14 in meno), gol subiti 11 contro 11.


