I sogni son desideri...possibili
Francesco Somma
A risentire, dopo un po’ di settimane, una nuova dichiarazione d’amore da parte di Edin Dzeko, è molto probabile che qualcuno si sarà sfregato le mani, e pensato che dopo un anno di tira (Dzeko) e molla (il Milan), il momento sia finalmente propizio: si può fare. Le cose stanno diversamente, e non occorre neppure tanto per capire come. Dzeko vuole il Milan; il Milan non può volere Dzeko. Tra le parti c’è una clausola di 40 milioni sulla quale veglia guardinga la dirigenza tedesca. Sogno o desiderio, il bosniaco è ancora lontano da Milano. Un po’ meno lontano è Zlatan Ibrahimovic, altro pezzo da novanta, altro sogno proibito (o forse no?) che in questi giorni anima le menti e i cuori di tanti milanisti. Divisi, naturalmente, dagli indici di gradimento.
C’è chi lo considera un fuoriclasse assoluto, forte sempre e comunque: indiscutibile, insomma. E c’è chi non può esimersi dallo storcere il naso. Viene da una stagione così così, non eccelle certo per simpatia e, in fondo, anche se da quei colori non si è certo separato con dolore, è sempre un ex nerazzurro. Come Mancini, Ronaldo e Vieri? Forse…Come Pirlo e Seedorf? Più probabile, visto che parliamo di un attaccante classe 81’ - dunque nel pieno dell’attività agonistica – che quest’anno, pur eclissato a tratti dalla stella vicina Messi, ha messo a segno 16 gol in campionato e 4 in Champions League. Posto che il costo del cartellino di Ibrahimovic è fissato a 35 milioni di euro, cifra astronomica per le casse di Via Turati, lo svedese potrebbe arrivare con la formula del prestito con diritto di riscatto, alla quale si giungerebbe senza grosse difficoltà dati i buoni rapporti che intercorrono tra Raiola e Galliani. Restando ben saldi nel terreno delle congetture e del condizionale obbligato, non ci resta che sperare.


