Milan show, Brescia annientato
Davide Bin
Il Milan voleva tornare alla vittoria dopo il pareggio di Genova e, soprattutto, voleva tornare da solo in testa alla classifica; gli obiettivi sono stati raggiunti con una facile e spettacolare vittoria sul Brescia, ottenuta in soli trenta minuti, visto che tanto è bastato ai rossoneri per segnare tre gol; dopo è stata solo accademia e il Milan ha giocato in scioltezza senza nemmeno infierire troppo sugli avversari, ma dimostrando di essere in un ottimo momento di forma, perchè la partita poteva finire con un punteggio tennistico e non tiriamo fuori la scusa che il Brescia era un avversario troppo debole, perchè si trattava della stessa squadra che recentemente sullo stesso campo aveva bloccato l'Inter sul pareggio, ripetendosi pochi giorni dopo in casa contro la Juve. Il fatto è che questo Milan ormai è consapevole della propria forza e della propria superiorità e riesce a dimostrarla sul campo; inoltre questa volta è stato in grado di abbinare concretezza e bel gioco e, soprattutto, non ha fatto soffrire i suoi infreddoliti tifosi, che dopo mezz'ora avrebbero potuto tranquillamente tornare a casa a scaldarsi, visto che la partita aveva ormai poco da dire; sbloccata dopo soli tre minuti, messa al sicuro dopo ventotto e chiusa dopo poco più di trenta, con un solo grande spavento sventato da Abbiati, perchè questo Milan è sempre più forte e motivato e vuole proseguire la sua marcia in vetta alla classifica.
Allegri non stravolge la squadra che negli ultimi tempi gli ha dato molte soddisfazioni, ma apporta qualche modifica per consentire il rientro di Pirlo; accanto al regista, inizialmente schierato a sinistra ma poi prontamente riportato al centro del campo, ci sono Gattuso e Ambrosini, mentre Seedorf riposa in panchina e al suo posto c'è Boateng, che va a comporre con Ibra e Robinho un tridente anomalo ma molto intrigante; in difesa c'è la conferma del sempre più positivo Abate a destra con Zambrotta che si sposta a sinistra e la conseguente panchina per Antonini; a proposito di panchina, Ronaldinho deve accomodarsi su di essa per la settima volta consecutiva e questo sembra ormai un chiaro segnale di Allegri, che vuole definitivamente far capire che può e vuole fare a meno di Dinho.
Come previsto lo stadio è mezzo vuoto, nonostante il primato dei rossoneri: partita in notturna a dicembre, temperatura intorno allo zero, avversario di scarso richiamo, ponte dell'Immacolata; questi sono i motivi che tengono lontano il grande pubblico da San Siro, anche se questa squadra meriterebbe maggior seguito; la curva non si limita a sostenere i giocatori in campo ma si ricorda di un grande idolo infortunato e dedica uno striscione e un paio di cori a Pippo Inzaghi, convalescente dopo il grave infortunio e la conseguente operazione; ovviamente ci sono tanti cori anche per i cugini, perchè la vittoria nel derby non è ancora stata dimenticata e, soprattutto, c'è la ghiotta occasione di farli scivolare a -10 e questa sì che è una vera temperatura polare! Ma questa è anche la partita del gemellaggio, perchè fra milanisti e bresciani c'è un'amicizia che dura da lungo tempo e che nemmeno le cervellotiche decisioni del CASMS possono interrompere; qualche tifoso nel settore ospiti c'è nonostante la limitazione nella vendita dei biglietti e la Sud li saluta con il coro "Brescia Brescia" ed altri contro l'Atalanta; dal settore ospiti rispondono con uno striscione di saluto alla curva milanista e così il gemellaggio, anche se in tono minore è comunque rinnovato.
Il Milan, però non può far regali e gentilezze e, infatti, parte fortissimo: l'approccio è quello giusto, forse per dimostrare ad Allegri che i suoi timori di rilassamento dopo una settimana finalmente tranquilla sono infondati: bastano tre minuti a sbloccare il risultato, con un'azione ispirata da Ibra con uno spunto personale, triangolo con Ambrosini e assist per Boateng che insacca da due passi e poi si scatena in un'esultanza acrobatica. A questo punto il timore è che tutto sembri troppo facile e la squadra rallenti lasciando spazio alla reazione bresciana che, però, si concretizza solo nella girata volante di Caracciolo; sembra gol inevitabile, ma Abbiati estrae dal cilindro una parata strepitosa ed esulta come per un gol, perchè questo intervento vale come un gol; non a caso appena passato lo spavento il Milan raddoppia con Robinho, che sfrutta un erroraccio della difesa bresciana e trasforma un disimpegno errato in un assist che gli consente di battere Sereni e scatenarsi in un'esultanza a ritmo di samba, prima del consueto abbraccio con il malinconico ma comunque sorridente Ronaldinho. Poco dopo è già tempo di tre a zero, con un gol inventato dal nulla da Ibra, che punta un avversario lo scarta e tira un'autentica sassata verso la porta che non lascia scampo a Sereni; la sua esultanza è più contenuta rispetto a quella dei due compagni che l'hanno preceduto nel tabellino dei marcatori, ma si tratta pur sempre di un gol da applausi, l'ennesimo per lo straordinario campione svedese. E non è finita quì, perchè il Brescia è frastornato e un altro clamoroso errore spalanca ancora la via della rete a Boateng, ma il ghanese si fa respingere il pallone da Sereni e sulla ribattuta nemmeno Robinho riesce a segnare il quarto gol. Poco male, perchè la netta sensazione è che la partita sia finita da un pezzo e che il Brescia non provi nemmeno a riaprirla per evitare di venire definitivamente spazzato via da un Milan che si diverte e diverte il pubblico, infreddolito ma felice; una punizione di Pirlo e un tiro alto di Boateng dopo l'ennesimo numero di Ibra chiudono un primo tempo da applausi.
Nella ripresa Allegri sostituisce l'acciaccato Nesta con Yepes e il Milan prosegue il suo show, anche se a ritmi un po' più bassi: Boateng serve Robinho che spara alto; Robinho premia l'inserimento di Gattuso ma Ringhio si incarta su Sereni; il Milan domina, il Brescia subisce, ma si ha quasi la sensazione che i rossoneri non vogliano infierire. Allegri manda in campo anche Flamini al posto di capitan Ambrosini, ma la curiosità è quelle di capire se, almeno sul 3-0 e a partita chiusa, l'allenatore avrà il coraggio di dare un po' di riposo a Ibrahimovic, che nel frattempo esalta ancora i tifosi con una rovesciata volante che esce di pochissimo. Finalmente il momento della sostituzione arriva ed è standing ovation per Ibra, ma ci sono applausi e cori anche per Ronaldinho, che questa volta riesce a giocare un po' più del solito e sfiora la segnatura con un tiro al volo su cross di Abate. Il Brescia assiste impotente e non si rende mai davvero pericoloso; il Milan ci prova ancora a rendere ancor più rotondo il risultato, ma va bene anche così e il popolo rossonero può sfollare dallo stadio contento e soddisfatto, perchè il Milan rimane padrone del campionato, mantiene il suo posto privilegiato in vetta e lo fa al termine di un autentico show, in cui ha sciorinato sul campo bel gioco e gol, dominando e demolendo l'avversario di turno, il malcapitato Brescia caduto sotto i colpi di Boateng, Robinho e Ibrahimovic, un tridente magari anomalo ma terribilmente efficace, che ha concretizzato il gioco sempre più convincente di una squadra che vuole continuare a stupire, ora che ha trovato il giusto assetto.


