L'occhio della tigre
Matteo Calcagni
Identificare Milan-Brescia come una gara complicata, soprattutto a posteriori, potrebbe sembrare un pretenzuoso volo pindarico ma, soprattutto per ciò che significava il punteggio pieno in un freddo sabato di dicembre, la sfida contro le "rondinelle" si sarebbe potuta trasformare in un'insidia da non sottovalutare. Le "V bianche", in stagione, hanno disputato grandi match contro le "big": il fatto di non avere nulla da perdere, di fronte alle dominatrici del Campionato, si è dimostrato l'asso nella manica dell'undici di Iachini (domandare a Roma, Inter e Juventus). Proprio per tale ragione, e il rischio di "rilassamento" dopo una pausa non certo abituale, Massimiliano Allegri ha voluto tenere alta la tensione, evitando di far cadere i suoi uomini nelle insidie di Caracciolo e compagni. Oltre a richiamare all'"occhio della tigre", il tecnico toscano si è concentrato soprattutto sulla formazione, schierando un Milan rivoluzionario e propositivo: Andrea Pirlo, al ritorno da titolare dopo quasi un mese, si è affacciato in un posizionamento diverso rispetto all'abituale, scambiandosi spesso con Massimo Ambrosini e ricoprendo il ruolo di interno sinistro in fase di possesso palla. Questo decentramento, a tutti gli effetti, si è dimostrato un'arma in più per il Diavolo: il metronomo rossonero, in questo modo, ha potuto eludere più facilmente la marcatura avversaria, facilitato anche dal capitano pesarese che, come nelle ultime gare, ha coperto con cura e dedione la zona centrale del campo. Non solo Pirlo, tuttavia: l'ex tecnico del Cagliari ha lanciato Kevin-Prince Boateng nel ruolo di trequartista.
Tale scelta, soprattutto nelle ore antecedenti alla gara, ha creato qualche interrogativo tra addetti ai lavori e tifosi: dubbi fugati nel giro di pochi minuti, quando Ibrahimovic ha servito con precisione chirurgica il potente berlinese che, con un grande inserimento, ha siglato l'1-0 che ha aperto le danze a San Siro. E' sotto gli occhi di tutti che l'ex Portsmouth non ha ne le caratteristiche di Seedorf ne di Ronaldinho, ma interpreta il ruolo a ridosso delle punte in maniera moderna ed efficace, facendo degli inserimenti e delle propensioni le sue carte vincenti. Il ghanese, come dichiarato nel postpartita, ha confessato di aver appena interpretato il ruolo a lui più congeniale: una posizione che ha sempre apprezzato da quando era ragazzo, avendo come idoli di gioventù rifinitori del calibro di Rivaldo, Zidane e Ronaldinho. Prince si prodiga in una maniera decisamente particolare ed esclusiva, ma i risultati sono assolutamente beneauguranti: d'altronde, sia nell'Herta Berlino e sia nel Ghana, i vari tecnici hanno inserito il giovane centrocampista proprio in quella zona di campo. Tra "rivoluzioni" e nuovi meccanismi, il Milan è riuscito ad agguantare il bottino pieno contro il Brescia, staccando copiosamente le rivali in classifica e offrendo una prova di forza non indifferente: il Diavolo, nelle ultime stagioni, si era spesso sciolto sul più bello ma, in questa stagione, sembra che la verve dei giorni migliori sia tornata prepotentemente alla carica: l'occhio della tigre che, insieme ai numeri e magie di Ibrahimovic e Robinho, può fare la differenza nella rincorsa ai successi finali.


