La rinascita di Abbiati
Maurizio Ferrari
L'arrivo di Marco Amelia ne aveva minato le certezze, ma Christian Abbiati è finalmente tornato ai suoi livelli migliori. Dopo essere stato in ballottaggio per tutta la scorsa stagione, la cessione di Storari e l'arrivo di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera, lo hanno rilanciato come titolare fisso. Un inizio di stagione non brillante, unito ad un buon precampionato del compagno/rivale, sembrava riportarlo per l'ennesima volta in bilico. L'ottima prova dell'ex portiere rossoblù nel tracollo di Madrid aveva ulteriormente aumentato il fiato sul collo dell'estremo difensore rossonero, ma nelle ultime 5 partite la porta del Milan ha incassato solo una rete, quella di Pazzini nella trasferta di Genova.
I guantoni del numero 32 rossonero sono stati protagonisti di autentici miracoli, che hanno contribuito all'accelerazione in vetta della squadra di Allegri, volata ad un roboante +10 sui cugini nerazzurri. Chiedere a Ljajic, Pozzi e Caracciolo che stavano già urlando al gol, prima di rendersi conto che la saracinesca rossonera aveva rimbalzato i loro sogni di gloria. Christian Abbiati, in questo modo, mantiene salda la sua maglia, quella guadagnata nel lontano Gennaio '99 a scapito di Sebastiano Rossi e poi perduta per l'exploit di Nelson Dida: dopo aver girovagato in prestito ed aver accettato di fare il vice del brasiliano, il 33enne di Abbiategrasso ha vinto la scommessa di riprendere il suo posto tra i pali della porta del Milan. Adesso l'asticella delle prestazioni deve rimanere alta, per portare la squadra di Allegri verso i massimi obiettivi e, perchè no, provare a dare qualche segnale anche a Cesare Prandelli.


