Importanti si, indispensabili no...
Salvatore Trovato
Pirlo e Seedorf, Seedorf e Pirlo: i due, ormai da anni, vestono i panni da senatori dello spogliatoio: imprescindibili per Ancelotti, più che mai utili per Leonardo, importantissimi per Allegri, anche se - è qui la novità - non del tutto indispensabili. Il mediano numero ventuno, in questa stagione, per via di un infortunio ha saltato una serie di partite che ha portato la squadra, tra tante vittorie, spesso convincenti, in cima alla cima della classifica e agli ottavi di Champions League. Clarence Seedorf, dopo aver scavalcato Ronaldinho nella gerarchia dei trequartisti, sabato contro il Brescia è rimasto in panca ad osservare i compagni abbattere le rondinelle, stavolta con Pirlo in campo, al rientro dopo il lungo stop. Insomma, uno ha escluso l'altro, o meglio, la scelta è caduta sull'italianissimo centrocampista piuttosto che sull'olandese. Questione di equilibrio, di schieramenti, di tattica: il fattore corsa (tre uomini di peso sempre nella mischia), ancora una volta, ha avuto la meglio sul fioretto, anche contro un avversario non certo irresistibile. "Clarence è stato fuori perché in quella partita cercavo altre caratteristiche, ma Seedorf e Pirlo hanno giocato spesso insieme e valuterò di gara in gara", ha dichiarato Allegri in conferenza stampa. Prima l'esigenza, dunque, poi la storia, il nome, lo spessore. E' un po' questa la forza del tecnico ex Cagliari, un professionista serio e preparato, capace di mettere, sempre e comunque, davanti a tutto il bene della squadra...
poi il resto, senza fissazioni. E pazienza se qualche muso lungo comincia già ad intravedersi: l'idea calcistica del toscano rossonero ha già dato i suoi frutti, la sua mano, insomma, si vede eccome. Sconfessare il proprio credo, dunque, non sarebbe certo logico e coerente, soprattutto per uno come mister Max, abituato a gestire con la sua forte personalità le varie situazioni. Uno tosto, calmo all'apparenza, ma esplosivo dentro, che, dopo un normale periodo di orientamento, ha preso in mano le redini, conquistando tutti. Pirlo e Seedorf giocheranno ancora insieme, questo è certo, ma solo e soltanto se la combinazione tra i due non andrà ad aggrovigliare l'archetipo tattico del mister. Insomma, ognuno al proprio posto al momento giusto, cioè quando serve, in base all'avversario, al momento, alla partita, non al curriculum o agli anni di militanza, per un mix perfetto di qualità, quantità e armonia di gioco, con buona pace degli esclusi. In fondo, è giusto così.


