Vincere e... partire
Matteo Calcagni
"Per ora penso a vincere quest'anno con il Milan, al futuro ci penserò poi", concetto espresso da Ronaldinho alla Gazzetta dello Sport, sintomo di un rinnovo di contratto che, con tutta probabilità, sarà esclusivamente un miraggio. Eppure, fino a quache mese fà, l'ipotetico prolungamento del brasiliano pareva poco più che una pratica, considerando anche le frasi di Berlusconi il giorno del ritiro a Milanello: "Dinho è il migliore giocatore della storia, chiuderà la sua carriera in rossonero". Di fatto, nel 2011, la sua carriera europea potrebbe definitivamente chiudersi, con un trasferimento nel "nuovo" continente, Brasile o California che sia: da un lato c'è la "Madre Patria", a cui il Gaucho potrebbe ricongiungersi con la maglia del Palmeiras, dall'altro i dollari sonanti dei Los Angeles Galaxy, pronti a ricoprire d'oro l'ex blaugrana, facendolo diventare la grande stella della Major League Soccer. Che il Milan pensi già al futuro è facilmente intuibile: le tappe di Ariedo Braida in terra verdeoro prima, e in Argentina poi, hanno messo in luce la ricerca rossonera verso un nuovo padrone della trequarti.
Paulo Henrique Ganso e Lamela sono due tra i papabili, ma a prescindere dei nomi appare chiaro che il Diavolo vuole rinnovarsi. Non è da escludere che Ronaldinho possa andarsene anche a gennaio, ma a questo punto è probabile che il brasiliano voglia giocarsi le sue ultime carte in rossonero, sperando di poter alzare qualche trofeo a fine anno e, in seguito, salutare compagni e tifosi. Leggendo il lato economico, come probabilmente avrà ipotizzato la dirigenza rossonera, una separazione a gennaio sarebbe più logica: il brasiliano potrebbe giocare con continuità e, soprattutto, il Milan risparmierebbe circa 8 milioni lordi di ingaggio, un aspetto da non sottovalutare. Che sia in inverno o a ridosso della bella stagione, è ormai palese che il numero 80 farà le valigie: la speranza è che se ne vada con un Milan vincente, come lo stesso giocatore ha ribadito nell'ultima recente intervista.


