Due giorni stonati ma Ibra rigonfia il petto rossonero
Federico Gambaro
La sconfitta indolore ma fastidiosa in Champions con l’Ajax, gli infortuni di Flamini e soprattutto Thiago Silva. Gli ultimi giorni in casa rossonera hanno macchiato la serafica serenità dell’ultimo mese milanista. Il rischio di un leggero sconforto, però, viene spazzato via dal “leader tecnico” (per dirla all’Allegri), da lui, Zlatan Ibrahimovic. Rivoluzionario nel gioco rossonero, lo svedese è capace di scuotere gli umori gonfiando il petto dei suoi tifosi. "Non ho paura di nessuno. Siamo i più forti e lo stiamo dimostrando. Se continuiamo così vinceremo sicuramente tutto".
Schiaffo alla scaramanzia, nulla da nascondere, d’altronde, è il pensiero di ognuno che ha il Milan nel cuore. Ibra, però, è la voce perfetta, il volto ideale per proferire queste parole. Logico e sferzante anche quando le sue orecchie fischiano perché qualcuno lo ricorda un po’ troppo spesso: "Ho sentito troppe parole su di me da parte di Moratti e Materazzi. Evidentemente sono ancora troppo importante per loro. Io non dico mai niente su di loro, evidentemente non sono importanti per me". Ecco, già l’infortunio di Thiago fa meno paura, la smorfia sui volti di questi ultimi giorni può tornare ad essere un sorriso beffardo e un po’ strafottente, un sorriso alla Ibra, un sorriso rassicurante.


