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Un Milan fantastico. Dinho? Un flop

autore
Tiziano Crudeli
per Milannews.it
martedì 14 dicembre 2010, 00:00Editoriale
autore Tiziano Crudeli
14.12.2010 00:00Editoriale
Tiziano Crudeli
Tiziano Crudeli

Milan all'ora di pranzo ha giocato nella terra dei tortellini. I milanisti, in attesa di un luculliano pasto da consumare semmai al termine della partita dopo aver scelto ad occhi chiusi una qualsiasi trattoria del posto con la certezza che da quelle parti comunque il cibo è genuino e prelibato, nel momento in cui si sono recati al Dallara non avevano sicuramente ancora digerito la sconfitta casalinga di Champions contro l'Ajax di tre giorni prima. Gli olandesi (57% di possesso palla) avevano dato un' autentica lezione di gioco totale ai “resti” del Milan privi di motivazioni. Insomma una figuraccia davanti a cinquantamila spettatori presenti a San Siro che meritavano maggior rispetto. Un match si può anche perdere, ma i giocatori in campo devono dare tutto. Ronaldinho? Un flop. Il brasiliano ha fallito la prova d'appello. Ibra, entrato tardi in campo, ha regalato scampoli di buon gioco e ha un po' svegliato dal torpore una truppa svogliata e assonnata, ma neppure lui è riuscito a fare miracoli. Interrotta una striscia positiva di 8 partite. A Bologna allora bisognava riscattare la scialba prestazione nel tentativo di proseguire l’ottimo andamento in campionato. E così è stato. Ora il distacco dalle seconde è di sei lunghezze. Addirittura i rossoneri sono andati ben al di là delle più rosee aspettative. Al Dallara i felsinei non avevano mai perso (3 vittorie e 3 pareggi) con 6 gol segnati e 2 subiti. La squadra di Allegri, sempre più bravo e coraggioso, ha disputato una grande prestazione rifilando un secco a 3 a 0 ai ragazzi di Malesani. Vittoria netta e convincente. Ibra, come sempre sugli scudi: un gol (9 in campionato e 4 in Champions) e un assist (7 in campionato e 1 in Champions). Bene anche Boateng pure lui a segno e pure lui autore di un assist (a Robinho). Il “Principe”, al gol numero due del campionato, è stato schierato come trequartista, con licenza di muoversi a tutto campo per dare un mano in attacco e in difesa, relegando in panchina Clarence Seedorf. Da evidenziare pure la prova di Binho (6 gol in campionato) instancabile cursore che magari commette qualche errore di troppo ma in quanto a generosità è davvero degno di menzione. Elogi pure per Abbiati che ha rimediato ad una leggerezza (un suo dribbling mal riuscito fuori area per poco non ha permesso a Ramirez di centrare la porta lasciata incustodita) parando un rigore a Di Vaio. Tutti gli altri hanno disputato un ottimo match. Il Milan in testa al campionato legittima, di partita in partita, le sue ambiziose aspirazioni. Anche se siamo solo a metà del lungo cammino della serie A.

E' l'intera squadra che, agli ordini di Massimiliano Allegri, sta trovando fiducia nei propri mezzi e autostima. La mossa di Ambrosini centrale con Pirlo mediano di spinta e di costruzione, sgravato in parte da problemi di contenimento e di recupero palla, è stata geniale. In quella posizione di playmaker nel momento in cui Andrea sbagliava un intervento agli avversari si aprivano voragini che mettevano in difficoltà Abbiati, l'incommensurabile Nesta e l'ottimo Thiago Silva. Adesso la squadra ha maggiore copertura tenuto conto che Ambro è forte di testa, tignoso negli scontri e rapido nei recuperi. E poi c'è un Gattuso di nuovo conio e di vecchia grinta che sembra ringiovanito nel fisico e nello spirito sempre più battagliero. Se a stazionare tra attacco e centrocampo-difesa c'è pure il “Principe”, anarchico quanto si vuole, ma un combattente di razza che sa difendere ed attaccare con pari bravura allora lì in mezzo abbiamo una diga difficile, se non impossibile, da perforare. Oltretutto i centrocampisti hanno precise disposizione: inserirsi, a turno, in zona gol: Ecco spiegate le reti Boateng 2, Flamini, Ambrosini, Pirlo e Thiago Silva 1. E anche su questo piano i ragazzi sono indubbiamente progrediti. Dicono: “il Milan è sempre più Ibra dipendente” senza rendersi conto che non sono soltanto le reti da lui realizzate ad essere determinanti, ma anche e soprattutto i movimenti di Zlatan sono la chiave di volta del suo successo personale e della squadra. Non offrendo punti di riferimento fissi, ma libero di muoversi a piacimento è praticamente immarcabile. Non solo apre pure spazi per i compagni che si inseriscono da dietro. Malesani, allenatore del Bologna, non è uno stupido, sapeva benissimo che prima di tutto doveva montare una guardia spietata e arcigna a Ibra. Il Mister ci ha provato cercando di mettergli la museruola senza in pratica riuscirci. Lui, “il magnifico Vibra”, non segna? Ma fa segnare. E poi quando i rivali si arrendono, di fronte alla netta supremazia dei rossoneri, prima o poi spunta il suo piedone capace di tocchi deliziosi e vellutati o di improvvisi missili scagliati da fermo che centrano il bersaglio. Dopo 20 partite complessive abbiamo scoperto che Ibra in ha una media di 13 gol (9 in campionato e 4 in Champions) e 8 assist vincenti (7 in campionato e 1 in Champions), una media gol persino aumentata rispetto ai suoi migliori trascorsi all'Inter. Dal che si evince, ancora una volta, che il Milan non solo rigenera campioni con un passato in nerazzurro (Seedorf, Pirlo ecc...), ma addirittura li migliora. Intanto nel parco dei possibili sostituti, che in seguito potrebbero tornare utili, ci sono Pato, Ronaldinho e Seedorf. Una rosa ricca nonostante qualche infortunio di troppo. Già perchè anche il Milan ,per un certo periodo ha dovuto fare a meno di alcuni pezzi da novanta. La differenza sta nel fatto che abbiamo una rosa ricca di grandi giocatori. E un allenatore che li sa gestire. Così è. Se vi pare.

per Milannews.it

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