Dinho-Milan, lasciatevi bene! Tra un centravanti e un terzino... c'è una bella Constant. Leo? Solo indifferenza
Matteo Calcagni
I titoli di coda del "cinepanettone" Ronaldinho-Milan stanno giungendo al termine: il Gremio si è esposto in maniera evidente davanti ai suoi tifosi, segno che l'accordo col brasiliano è ormai sancito. Resta da risolvere la questione buonuscita che, stando alle richieste di De Assis, pare alquanto esorbitante. Perchè il ritorno nel club di Porto Alegre possa realizzarsi, sia il Gaucho che il fratello procuratore dovranno fare un passo indientro, cercando di trovare una soluzione comune e chiudere nel migliore dei modi il rapporto con il Diavolo. E' chiaro che l'avventura dell'ex blaugrana in rossonero non sia stata scintillante come molti, in quel torrido 17 luglio 2008, si sarebbero aspettati: luci ed ombre si sono susseguite, ma il bilancio non può essere affatto negativo, soprattutto considerando la prima parte dell'ultima gestione Ancelotti e, di fatto, l'intera scorsa stagione condita da tanti gol e assist. L'augurio è che, ancora con l'armonia del Natale in corpo, non si vada verso un divorzio conflittuale e, considerando la premura mostrata dal trentenne verdeoro nelle ultime ore, è chiaro che si punti ad una rapida e, si spera indolore, rescissione consensuale.
Mentre la telenovela-Ronaldinho sta giungendo al termine, la seconda tranche dell'annata milanista è pronta ai nastri di partenza: la squadra di Allegri si riunirà domani a Dubai e, con leggero ritardo, potrà scartare il primo regalo sotto l'albero (o meglio sotto la palma, considerando il clima negli Emirati). Antonio Cassano, anche se in via non ancora ufficiale, inizierà a muovere i primi passi in rossonero: il fantasista barese, che indosserà con tutta probabilità il suo fedele n. 99, andrà ad impreziosire lo scacchiere offensivo del tecnico toscano che, come trattato in precedenza, si priverà certamente dell'ex Pallone d'Oro 2005. Ma l'ex sampdoriano non sarà l'unico regalo natalizio per i tifosi rossoneri: la cessione del Gaucho di fatto, lascerà uno slot a disposizione per il reparto d'attacco (chi ha detto centravanti?) e, con ogni probabilità, Adriano Galliani terrà fede alle parole spese nelle scorse settimane, quando assicurò rinforzi in più reparti. Oltre alla ricerca di un terzino, considerata l'esigua presenza di laterali di ruolo affidabili in rosa (Abate, Antonini e Zambrotta), si potrebbe anche concretizzare un nuovo colpo a centrocampo. Fin dalle sue prime settimane sulla panchina del Milan, Massimiliano Allegri non ha mai nascosto la richiesta di una mezz'ala: il nome caldo è sempre stato quello di Andrea Lazzari. L'interno bergamasco, tuttavia, non ha lasciato la Sardegna in estate e, considerando la solidità dimostrata da Cellino, difficilmente se ne andrà a gennaio. Ad agosto, vista l'impossibilità di arrivare al ventiseienne rossoblù, il Diavolo si è fiondato su Kevin-Prince Boateng: scelta azzeccatissima, avendo impreziosito la rosa con un ottimo calciatore dalle risorse infinite. L'evoluzione del "gano-tedesco", il quale ha dimostrato di essere un vero crack sulla trequarti, ha però riproposto il "problema" mezz'ala: considerando Seedorf come prima alternativa all'ex Portsmouth, resterebbero quattro calciatori per tre ruoli, pochini per tentare un en plein su tutti i fronti. L'idea, ormai neanche tanto nascosta, per impreziosire ancora di più la rosa milanista, sarebbe identificata nel nome di Kevin Constant. Il ventitreenne francese, che come Boateng ha scelto di rappresentare una Nazionale africana (la Guinea), potrebbe essere il prescelto per la linea mediana dell'allenatore livornese. La situazione contrattuale del centrocampista gialloblù è piuttosto particolare: il Chievo, dalla sua, detiene un diritto di riscatto (pari a circa 1.35 mln di euro) dallo Châteauroux, squadra che milita nella Ligue 2 francese. La dirigenza veneta, di fatto, potrebbe accaparrarsi l'intero cartellino del giocatore ma, considerando l'avvenuto accordo tra Milan e Oscar Damiani, procuratore di Constant, difficilmente riuscirebbe ad ottenere un rinnovo contrattuale. ll Diavolo potrebbe così accollarsi l'ammontare del riscatto dovuto alla società transalpina, assicurando inoltre un discreto introito alle casse del club di Verona (si è parlato di comproprietà a 1.5 milioni di euro). Parlando sotto il profilo tecnico-tattico, e non prettamente economico, il franco-guineano sarebbe un ottimo investimento, grazie alle sue elevate doti tecniche e alla sua esplosività che, unite alla sorridente carta d'identità, ne potrebbero delineare un pilastro del Milan che verrà.
Ultima nota, non a caso a fondo pagina, dedicata a Leonardo Nascimento de Araújo, nuovo tecnico dell'Inter. Molti rossoneri hanno mostrato decisa rimostranza nei confronti dell'ex rossonero: il rancore (seppur giustificato) non è però la vera arma per combattere il cosidetto avvenuto "tradimento". L'indifferenza colpisce più di un fendente di spada e, a mente fredda, tale pensiero probabilmente sarà condiviso dalla gran parte dei milanisti. Il gesto di passare dal lato opposto del Naviglio, dopo 13 anni di affetto e dedizione ai colori del Diavolo, di certo può creare sgomento e frustrazione ma, come dichiarato da un vecchio milanista, che certamente di bandiere e di uomini veri ne ha visti a bizzeffe durante la sua carriera, "Leo non è né Maldini né Baresi, quindi può starci un suo passaggio all'Inter...". Pensiero e musica di Zvonimir Boban. Meglio gettare in fretta i fazzoletti e ritrovare in fretta il sorriso, ricordando le "maestrie" tattiche e gestionali dell'Araújo allenatore: dall'acquisto di Mancini, all'epurazione ingiustificata di Gattuso-Flamini-Inzaghi, passando per il perdurato utilizzo di Huntelaar come esterno offensivo. Addio Leo, ma senza nessun rimpianto...


