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FOCUS MN - Calcio italiano e ricavi da stadio: servono subito nuovi impianti. O il gap con i club europei non si colmerà mai
giovedì 05 agosto 2021 18:00Primo Piano
di Enrico Ferrazzi
per Milannews.it

FOCUS MN - Calcio italiano e ricavi da stadio: servono subito nuovi impianti. O il gap con i club europei...

Negli ultimi giorni, si legge di colpi di mercato delle squadre inglesi a cifre elevatissime: basti pensare ad esempio al passaggio di Jack Grealish dall'Aston Villa al Manchester City per 117 milioni di sterline, oppure il possibile ritorno al Chelsea di Romelu Lukaku per circa 120-125 milioni di euro, oppure ancora il Manchester United che ha prelevato Jadon Sancho dal Borussia Dortmund per 85 milioni di euro. Si tratta di cifre monstre che purtroppo i club italiani non possono pensare neanche minimamente di spendere. Non c'è ovviamente un solo motivo che ha portato a questa differenza di investimenti, anzi ce ne sono tanti e di diversa natura, tra cui per esempio la tanto famosa questione degli introiti da stadio. 

TEMA SOTTOVALUTATO - Purtroppo in Italia è un tema sottovalutato, soprattutto dallo stato italiano che non "favorisce" la costruzione di nuovi impianti che potrebbero permettere alle società di aumentare le loro entrate. Introiti che non arriverebbero solo dagli incassi delle partite, ma anche dallo "sfruttamento" dello stadio che deve diventare un luogo da frequentare anche durante tutti i giorni della settimana grazie alla presenza di esercizi commerciali, ristoranti, bar e altre attività ludiche.

TEMPI TROPPO LUNGHI - La realizzazione, sviluppo e ammodernamento dell'impiantistica sportiva sono rese poi ancora più complicate dalla pesante burocrazia presente nel nostro paese: proprio per questo tra le richieste della FIGC al Governo per aiutare il mondo del calcio c'è anche la richiesta di "rivedere l'iter burocratico che impedisce ai singoli club di investire in infrastrutture e di migliorare lo stato fatiscente dell'impiantistica sportiva. I tempi medi per ottenere l'autorizzazione ad erigere un nuovo impianto in Italia variano tra gli 8 e i 10 anni, dato sensibilmente superiore rispetto al benchmarck europeo che si attenta a 2-3 anni". 

IL PROGETTO DI MILAN E INTER - Milan e Inter sanno bene quanto sono lunghi i tempi visto che sono al lavoro ormai da anni per la costruzione del nuovo impianto (l'8 novembre 2018 le due società milanesi hanno firmano un protocollo d'intesa sullo stadio, mentre il 26 settembre 2019 hanno presentato ufficialmente i due progetti in corsa per la realizzazione del nuovo San Siro), ma al momento la luce verde da parte del Comune di Milano non sembra ancora così vicina. Elliott, che sta faticosamente implementando una strategia di equilibrio tra costi e ricavi che consenta di migliorare la performance sul campo tenendo il club al riparo da situazioni come Inter/Suning e Milan/Li, sa bene quanto sia fondamentale avere uno stadio all'avanguardia che permetta alla società di aumentare i ricavi e quindi di avere più risorse anche da utilizzare sul mercato. 

CHE DIFFERENZA DI RICAVI! - Per capire perchè le squadre italiane non possono spendere certe cifre basta guardare alcuni dati: prendendo per esempio in considerazione la stagione 2018-2019, il Milan ha avuto ricavi da stadio per 34 milioni di euro, mentre il Barcellona 159 milioni, il Real Madrid 145, il Manchester United 121, l'Arsenal 109 e il PSG 106. La prima squadra italiana è la Juventus con 66 milioni di euro incassati, praticamente il doppio rispetto al Milan, ma anche lei ben lontana dalle cifre degli altri top club europei. Molto interessante è il caso del Lione che ad inizio 2016 si è spostato dal Gerland al Parc Olympique Lyonnais e che dimostra benissimo quanto sia fondamentale avere uno stadio all'avanguardia: dal 2015 al 2019 i ricavi da stadio del club francese sono infatti passati da 11 milioni a 42 (+281%). 

VOGLIA DI INVESTIRE - E' evidente da questi numeri quanto sia fondamentale per le società di calcio italiane avere degli stadi moderni per aumentare i ricavi e provare così a colmare il pesante gap con i top team europei. In Italia ci sono diversi presidenti vogliosi di investire sui nuovi stadi, ma dalla politica non arriva una mano, anzi è quasi sempre lo stato a mettere il bastone tra le ruote ai proprietari dei club e a costringerli a rinunciare a fare certi investimenti di cui avrebbero beneficio tutti i cittadini e non solo i tifosi della squadra. L'esempio perfetto è il progetto di Milan e Inter, le cui proprietà sono pronte ad investire 1,2 miliardi di euro per costruire il nuovo stadio e ridare vita ad un quartiere intero come quello dove sorge San Siro. 

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