Cassano: Sopra il Milan cè solo il cielo. Galliani: Giocatori modesti non ne prendiamo. Criscito, Mexes e Lazzari in cima alla lista dei desideri
Giulia Polloli
Lo stile Milan è già entrato nel Dna di Cassano, che elegantissimo si offre alle domande dei cronisti in conferenza stampa, accanto ad un Galliani soddisfatto e quanto mai sorridente.
Si percepisce affetto vero nelle parole che Fantantonio pronuncia nella sala gremita di Milanello, affetto nei confronti di chi sembra aver teso la mano ad un giocatore, ad un uomo, in difficoltà per aiutarlo a rialzarsi e tornare grande.
Già, Cassano non ha bisogno di molte presentazioni soprattutto viste le sue prime apparizioni in campionato, determinante sia a Cagliari che contro l’Udinese. E’ il nuovo assistman rossonero, non farà rimpiangere Ronaldinho agli amanti delle statistiche e sembra aver davvero iniziato con il piede giusto (destro o sinistro non fa differenza!).
Le sue parole di stima per la società che l’ha accolto come in una famiglia e per i compagni blasonati che sembrano macchine anche in allenamento sembrano essere lo stimolo giusto per Cassano, stupito per l’intensità degli allenamenti di Nesta,Gattuso, Seedorf e Ibrahimovic: “giocatori che hanno vinto tutto … per quale motivo non dovrei fare lo stesso?”.
E bravo Antonio, così si parte per la nuova avventura.
La sua carriera è costellata di imprese, grandi e piccole e altrettanto tappezzata di colpi di testa, non ultimo il diverbio con l’ex Garrone che ha fatto piombare Cassano nostro sull’orlo del baratro.
Ma come già ho più volte sottolineato, il Milan accoglie i nuovi arrivati come in una famiglia, dove ci sono affetti profondi e regole severe, quelle che servono per educare e convivere nel migliore dei modi.
“Sopra il Milan c’è solo il cielo” risponde Cassano ai dubbi che qualcuno sembra avere ancora nei suoi confronti. Dichiarazione d’amore eterno, potrebbe sembrare alle alte cariche, ma almeno di fiducia e stima per noi poveri mortali.
Il Milan però non è ancora uscito dal mercato invernale, la partita contro Di Natale e compagni ha messo in evidenza la sua forza, ma anche le sue debolezze. La difesa barcolla senza punti fermi e uomini di esperienza, gli infortuni che si sono susseguiti a centrocampo hanno messo in difficoltà la fase arretrata di Allegri. Per questo si parla dell’arrivo di qualche new entry, ma Galliani ancora una volta spezza una lancia in favore della nuova strategia di via Turati: “Giocatori modesti non ne prendiamo” e le sue parole sembrano quanto mai decisive soprattutto nei confronti degli ultimi nomi associati ai rossoneri.
Quindi al di là delle autocandidature provenienti dall’estero, al di là delle cene “brasilere” fatte in attesa dell’addio di Dinho, che però presenteranno il conto solo a giugno, non si deve andare molto lontani per intercettare i nomi dei papabili per le zone nevralgiche del gioco di Allegri.
E allora apertura a Criscito, grazie ai rapporti idilliaci che legano Milan e Genoa in questioni di mercato, soprattutto perché è un giocatore che può ancora crescere molto e appare, oltre che una garanzia per il momento topico dei rossoneri, anche una sfida per il difensore che potrebbe così finalmente mettersi in luce su un palcoscenico importante.
Mezza chiusura, ma forse solo diplomatica, in vero stile Milan, per Mexes. Il giocatore giallorosso è da molto tempo tra i bersagli dei revolver di via Turati, ma i rapporti cordiali con la gestione Sensi non vogliono essere intaccati.
Eppure il biondo difensore sembra essere molto colpito dall’idea di poter giocare in rossonero, soprattutto vista l’imminente scadenza del contratto con la Roma.
Non sembra ancora chiusa la pista che porta a Lazzari, altro pallino di Allegri, che però Cellino sembra non voler lasciar partire. La diplomazia e l’abilità di Galliani però potrebbero portare risultati eccellenti sulle tre vie.
E chiunque arriverà a Milanello sarà accolto con le braccia aperte di un abbraccio famigliare. Ne sa qualcosa Cassano, l’ha appena vissuto anche Ibrahimovic che di questo titolo di campioni d’inverno è uno dei maggiori artefici. Ma il direttore d’orchestra che consente di mettere insieme tanti primi musici in una sinfonia perfetta è mister Allegri. “E’ schietto, dice quello che pensa e affronta direttamente i problemi. Ce ne sono pochi come lui – ammette Cassano - mi ha impressionato per questo”. Allegri che non regala privilegi, che non accetta consigli. Lui è l’artefice dei successi di questo nuovo Milan, Cassano lo sa e seguendo i suoi nuovi compagni appare sereno e motivato. Ma dove arriverà la scia di desideri del giocatore di Bari vecchia che ha appena giurato amore al Diavolo? “Vincere una Champions che non ho mai vinto, il Mondiale per Club e lo Scudetto. Sogno di vincere cose nuove”. Una netta chiusura con il passato dunque, una nuova vita in rossonero, il desiderio di poter ripagare l’affetto con i numeri sul campo. E le Cassanate? “Questa volta non sbaglio. Sarei da manicomio” .
Errare humanum est, dicevano gli antichi saggi. Ma perseverare, ora, sarebbe addirittura diabolico.


