Ora viene il difficile...
Salvatore Trovato
Ora viene il bello, o meglio, il difficile. Le inseguitrici incalzano, il Campionato entrerà definitivamente nel vivo, tra meno di un mese tornerà la Champions: mollare adesso sarebbe un suicidio. Il Milan di Allegri ha fatto quattro passi indietro: quattro come i punti persi in due partite decisamente (almeno sulla carta) alla portata, contro Udinese (squadra in forma ma il fattore San Siro era importante) e Lecce (terzultima della classe), non certo due candidate alla vittoria finale. Insomma, due pareggi deludenti, uniti alla sconfitta pre natalizia con la Roma e alla stentata vittoria di Cagliari. Un quadro non certo armonioso, dunque, per un Milan in evidente difficoltà sotto diversi aspetti: dal gioco alla personalità, passando per gli umori. Gattuso bacchetta Pato in mondo visione, il Meazza fischia Seedorf, qualcun altro critica le alchimie tattiche di Allegri: a conti fatti, il 2011 del diavolo non è iniziato nel migliore dei modi, con l'aggravante Inter a spaventare l'ambiente, tifosi compresi.
Ora la Coppa Italia, poi il match casalingo con il Cesena, già giustiziere del Milan all'andata, da giocare senza indugi, da vincere ad ogni costo, magari provando a convincere. I rossoneri devono tornare a spaventare il Campionato, imponendo agli avversari la propria classe. E non basta il solo Ibra, unico baluardo nella notte del Via del Mare. L'obiettivo adesso è cambiato: non più la fuga ma evitare il collasso generale, senza pensare a chi sta dietro. Meglio giocare col fiato sul collo dell'Inter ma dalla testa della classifica, piuttosto che essere costretti a rincorrere, annaspando con la lingua penzolante. Una cosa, però, accomuna le due situazioni: in ogni caso, non si può più sbagliare.


