Musah: "Vincere il derby è come vincere un trofeo. Amorim mi sta aiutando molto, imparo da Modric"
Andrea La Manna
Yunus Musah, centrocampista americano classe 2002, è uno dei giocatori più impiegati in questo avvio di stagione da Ruben Amorim. Il giocatore in maglia 80 ha rilasciato una lunga intervista in esclusiva ai microfoni di CBS Sports Golazo, network statunitense. Queste le sue parole.
Sul tuo momento al Milan
“La strada è ancora lunga, ma dopo aver perso una stagione, ho capito che anche nei momenti cruciali bisogna andare avanti. Ora ho una gran voglia di restare, voglio rimanere in questo club e fare davvero bene qui. L'allenatore mi sta aiutando molto, dandomi delle opportunità che devo saper cogliere”
Considerando quello che hai passato l'anno scorso, in questa stagione sei diventato il centrocampista centrale più impiegato: quali indicazioni ti ha dato il mister? Qual è stata la prima cosa che ti ha detto quando avete avuto modo di parlare?
“Niente di complicato. Lo staff tecnico lavora in modo collettivo, così che tutta la squadra sappia esattamente cosa sta facendo ogni componente. Ci forniscono tutte le indicazioni necessarie: come ricevere palla, come leggere i vari momenti della partita e come interpretare il gioco secondo le loro direttive. Questo mi permette di scendere in campo senza alcun dubbio. È un grande aiuto, perché quando entri in campo sai esattamente cosa devi fare”
Riesci a capire meglio in quali luoghi potresti non essere riconosciuto?
"Ad esempio, a volte al supermercato, quando c'è poca gente, capita comunque che qualcuno mi osservi, tutti vogliono salutarmi o chiedermi qualcosa perché tutti conoscono e guardano il Milan. Poi in un club dove è fondamentale vincere ogni singola partita, le altre squadre si approcciano in modo diverso quando affrontano il Milan: per loro è la partita più importante della stagione. Ogni incontro è difficile, tutto è cambiato. A volte, per sfuggire a questo alone di celebrità, vado a fare la spesa al supermercato di notte”
Sapendo che Luka Modrić è il mio giocatore preferito da circa 10-15 anni, e visto che voi avete l'opportunità di allenarvi con lui ogni giorno, com'è stargli accanto? Non so se sia un tipo che parla molto, ma potresti raccontarci com'è lavorare quotidianamente con Luka Modrić? C'è qualcosa in particolare che avete imparato da lui?
“Sì, cerco di godermi il momento e il tempo che posso trascorrere con lui. Non saranno molti anni, quindi apprezzo davvero ogni istante passato insieme a centrocampo. In passato, quando giocava nel Real Madrid, ero riuscito a farmi dare una maglia. Il mondo del calcio è davvero piccolo, ora ci ritroviamo a giocare insieme, fianco a fianco a centrocampo. È qualcosa di irreale. È fantastico condividere lo spogliatoio con lui, stare in campo con lui, sto imparando tantissime cose in campo anche solo guardandolo. Qualche volta parliamo spagnolo, lui parla bene inglese e spagnolo”
Sul derby
"È una partita diversa dalle altre, quando ti alleni per il derby è più speciale, non devi dire a nessuno dei compagni l'importanza della partita o che si deve concentrare per la partita, tutti sono concentrati, lavorano sodo perché è importantissimo per i nostri tifosi, per noi, è la partita che quando vinci è come se avessi vinto un trofeo. Sono molto concentrato per questa partita"
Quanto è difficile concentrarsi sulle partite prima del derby sapendo che quella partita è vicina?
"Penso che prima che arrivi la partita sappiamo tutti che il derby è vicino ma ci concentriamo sulle partite che abbiamo prima nel presenti, poi quando arriva la partita ci pensiamo. Chiaramente è importantissimo vincere e portare a casa i tre punti"
Con che idolo sei cresciuto del Milan o del calcio italiano, chi guardavi da piccolo?
“Mi piaceva tanto Ronaldinho, non guardavo tanto il calcio però all’epoca, l’ho visto di più dopo anche guardando gli highlights. Quando ero piccolo più che guardarlo il calcio ci giocava tanto, mi divertivo a giocare, ogni giorno uscivo con mio fratello e i miei amici e stavamo le ore fuori a giocare. Amo quei giorni, fuori per strada a giocare. Comunque Ronaldinho era un grande giocatore ed è il motivo per il quale ho scelto il numero 80 quando sono arrivato al Milan”
Chi è il più portato a diventare allenatore dopo la carriera da giocatore?
“Matteo Gabbia, è veramente attento alla tattica”
La persona con maggiori probabilità di diventare un influencer sui social media?
“Avrei detto Rafa ma ora dico Diego Moreira”
Il compagno peggiore con il quale stare in camera
“Dico Loftus-Cheek”
E chi è quello che più facilmente perde uno dei tre oggetti fondamentali: telefono, portafoglio o chiavi?
“Mario Gila perde sempre un sacco di cose, per esempio in aereo. Sì, decisamente lui. Gli servirebbero quegli aggeggi della Apple, come si chiamano? - Gli AirTag - Sì, bisogna regalargli degli AirTag per Natale”
E chi riuscirebbe a sopravvivere più a lungo su un'isola deserta?
“Direi io, mi piace! Sono molto ingegnoso sai ?
Qual è il segreto per sopravvivere su un'isola deserta? Sembri molto sicuro di te
“Io non mi lascerei abbattere dalla pressione. Mi impegnerei a fondo, cercherei di trovare tutte le cose che mi servono per sopravvivere, andrei a pescare”
La squadra con più probabilità che vinca il derby della madonnina
“Milan (ride ndr)”


