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Le note stonate del Milan

autore
Tiziano Crudeli
per Milannews.it
martedì 18 gennaio 2011, 00:00Editoriale
autore Tiziano Crudeli
18.01.2011 00:00Editoriale
Tiziano Crudeli
Tiziano Crudeli

Il bilancio del dare e dell'avere di Lecce-Milan è , giustamente, in perfetta parità. L' 1 a 1 finale rispecchia quanto è accaduto in campo. I rossoneri, nel primo tempo, non hanno mai inquadrato lo specchio della porta difesa da Rosati. Nei 45 minuti iniziali cinque le conclusioni a rete (Flamini, Gattuso, 2 Pato e Thiago Silva) tutte fuori. L'unico spunto degno di rilievo è di Ibrahimovic che, dopo uno slalom in area dei salentini, ad un passo della linea di porta ha provato il tiro a botta sicura ma il difensore leccese Tomovic è stato tempestivo nella chiusura. A volte per venire a capo di certi match ci vorrebbe lo spirito guerriero di Gattuso, abituato da sempre a lottare e a correre come un dannato anche se- stringi stringi- domenica sera la sua prestazione non è stata impeccabile, soprattutto per quanto concerne l'apporto in fase di costruzione della manovra e gli inserimenti in attacco. In ogni caso l'impegno e la grinta non sono mancati. Certo se alla feroce determinazione, alla generosità e all'aggressività potessero essere abbinate pure le proprietà di palleggio allora avremmo un giocatore straordinario. Proviamo a pensare a Pato con l'animus pugnandi di Ringhio. Il massimo. E invece il “Papero”, in giornata negativa, si è intestardito nel tentare ripetuti dribbling che venivano vanificati dagli interventi decisi degli avversari. Un atteggiamento perfino irritante tanto da provocare le ire di Gattuso che lo ha pubblicamente redarguito. Milan spento, molle, lento e prevedibile con poca benzina nel motore, senza estro e fantasia. Nel secondo tempo l'esaltante prodezza di Ibra ha mandato in visibilio tutti gli amanti del calcio. Sembrava fatta e invece Seedorf e compagni non sono riusciti a gestire il vantaggio lasciando troppo spazio all'arrembante Lecce che ha pareggiato i conti complice uno svarione della retroguardia milanista. Evento ancora più grave se si considera che il gol è arrivato sugli sviluppi di un calcio d'angolo di Piatti, e quindi con la difesa rossonera schierata, con Olivera, lasciato colpevolmente libero nel cuore dell'area di rigore, che con un destro al volo ha centrato il bersaglio.

Leggerezza imperdonabile per una formazione di vertice che punta allo scudetto. Si è avuta l'ennesima conferma che il Milan non è Ibra dipendente. Se i compagni di reparto non gli danno una mano, se i centrocampisti non fanno filtro e la difesa, una volta presa d'assalto, sbanda paurosamente concedendo palle gol agli avversari neppure “Piedone lo svedese” può fare miracoli. In estrema sintesi è venuto meno il collettivo. Milan dunque stanco? In effetti le azioni erano lente e prevedibili. Soltanto Abate, stavolta sugli scudi, bravo a difendere e altrettanto abile nel fiondarsi in profondità e il meraviglioso Vibra non sono le note stonate di un complesso rivelatosi assai deludente. Eppure in campo c'era l'attacco più prolifico del campionato contro la difesa più battuta. Nel computo delle occasioni da registrare una grande parata di Amelia, al 16 esimo del secondo tempo, un palo colpito dal Lecce su deviazione di Nesta. Di contro Seedorf e Ibra, due volte, hanno sfiorato il gol. Cassano, entrato nel finale, si è segnalato per qualche bella giocata confezionando pure un assist sul quale si è avventato Ibra, ma il suo bolide è stato respinto dall'ottimo Rosati. Nelle ultime quattro partite il Milan ha raccolto 5 punti su 12. Un bottino troppo esiguo. L'Inter ne ha approfittato per ridurre il distacco, mentre le altre concorrenti navigano a distanza ragionevole nel mare della mediocrità di una serie A, dove il gioco e lo spettacolo per ora sono di bassa levatura. E' presto per fare i conti. Nel calcio le qualità fanno la differenza e il Milan ne ha tanta. Bisogna però che i rossoneri si sveglino dal torpore in cui sono sprofondati e siano decisamente più tonici.

per Milannews.it

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