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tmw / milan / Primo Piano
Il saluto al Milan di mister Stefano Pioli visto da vicinoTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
domenica 26 maggio 2024, 14:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio
per Milannews.it

Il saluto al Milan di mister Stefano Pioli visto da vicino

Raccontare e commentare la fine di qualcosa a volte può essere complicato, ma non per una difficoltà tecnica o per mancanza di ispirazione, ma perché vuol dire aver già elaborato l'accaduto: il più delle volte questo scoglio si presenta in situazioni in cui si è coinvolti in modo profondo ed emotivo. Ed è per questo che il saluto di Stefano Pioli di ieri sera al mondo Milan è stato ancora più impattante.

Dopo cinque anni ci si poteva aspettare che l'emozione prendesse il sopravvento, e siamo sicuri che dentro di sé il mister stesse vivendo un turbinio di sensazioni che non potranno mai essere spiegate, ma ci ha tenuto a "buttare" fuori tutto nel modo quanto più chiaro possibile. Lo ha dimostrato sul prato verde di San Siro, mentre dagli spalti partiva un ultimo, emozionatissimo, "Pioli is on fire" e i giocatori erano pronti a celebrarlo lanciandolo in aria: "Fermi, ci tengo a finire. Ci tengo". Lo ha dimostrato in conferenza stampa, in una sala gremita di giornalisti come non è mai stata prima: "Attenzione a cosa mi chiedete, ho promesso alla persona più importante della mia vita, mia moglie, di non piangere".

E così Stefano Pioli è riuscito a dare l'addio al Milan nel modo, ci viene da pensare, e nelle parole che voleva: è stato chiaro, sincero, onesto, orgoglioso, grato e anche sollevato. Come spesso è successo in questi anni abbiamo avuto la fortuna di vedere e seguire il tutto da vicino, potendo cogliere così le sfumature di un professionista che non sempre, per posizione e scelte comunicative condivise, ha lasciato trasparire il suo vero stato d'animo. Ci si chiedeva se, come qualche suo collega ha fatto ultimamente, Pioli potesse togliersi qualche proverbiale sassolino dalle scarpe. Quello di ieri invece è stato un commiato pieno di amore e riconoscenza da tutte le parti: società, tifo, squadra ed allenatore.

Dopo aver vissuto la serata di ieri capiamo anche la scelta, al di la di ogni "sopraggiunto impegno improrogabile", di non fare la conferenza pre partita: per salutarsi nel miglior modo possibile era necessario che tutto l'ambiente vivesse un momento come quello di fine partita sul campo con i saluti al tecnico, a Giroud, Kjaer, Mirante e Caldara. Spesso ci si dimentica che questi professionisti di alto livello, ovviamente pagati lautamente e privilegiati per il lavoro che svolgono, sono pur sempre persone con i propri pensieri e le proprie emozioni: il "Pioli is on fire" di ieri ha messo da parte, ma non cancellato, tutte le amarezze sportive degli ultimi tempi. Almeno per una sera.

Ma appunto, non cancellato. Lo ha detto lo stesso Pioli ieri: "Abbiamo perso insieme, abbiamo sofferto insieme". Il mister è stato lucido, ma soprattutto si è visto che le sofferenze di un ambiente sono state anche le sue. Quello con il Milan è stato un rapporto di carne e di sangue, ed il tecnico non ha mai perso occasione di esternare come questi cinque anni gli siano entrati dentro: "Avete messo il fuoco nel mio cuore e rimarrà sempre acceso: non vi dimenticherò". Può sembrare una frase fatta, piena di retorica spicciola, banale e tutto il resto. Quello che ho percepito ieri, e che penso abbia percepito chiunque ieri fosse allo stadio, è che sono parole che sono maturate negli anni: sincere, genuine e piene dei sentimenti che rendono il calcio un qualcosa che anche oggi, con tutte le sue storture e difetti, fa emozionare milioni di persone.

Ieri sono stati messi da parte hashtag, delusioni, malsopportazioni per lasciare spazio al semplice e puro volersi bene. In cinque anni Stefano Pioli è entrato nella storia del Milan e nessuno mai potrà toglierglielo. Grazie mille mister e buona fortuna per il futuro. Pioli will always be on fire.