A.A.A. CENTROCAMPISTI CERCASI...
Davide Bin
Gennarino Gattuso: 2534 minuti in campo fra campionato e Champions; Massimo Ambrosini: 2710 minuti; Andrea Pirlo: 2879 minuti. Se qualcuno sta ancora cercando i misteriosi motivi del crollo verticale del Milan, ultimamente messo sotto dal punto di vista fisico da qualunque avversario, queste cifre sono molto indicative per trovare la soluzione: i tre nomi citati rappresentano i titolari fissi del centrocampo rossonero, i fedelissimi di Ancelotti, lo zoccolo duro del Milan degli ultimi anni e, soprattutto, dell'ultima stagione, ma solo perchè nelle precedenti Ambrosini è stato spesso fermo ai box per frequenti e lunghi infortuni. Tutte le settimane, al momento di indicare le probabili formazioni delle squadre, i vari mezzi di comunicazione azzardano cambi nel centrocampo rossonero, pensando giustamente che sia umanamente impossibile che giochino sempre gli stessi; poi arriva il momento della partita, vengono svelate le formazioni ufficiali e il trio di centrocampo rossonero è sempre quello: Gattuso, Pirlo, Ambrosini, salvo infortuni e squalifiche che costringono Ancelotti ad altre, sgradite, scelte. Raramente il tecnico si è privato volontariamente di uno di questi tre, anche perchè, quando l'ha fatto, i risultati sono sempre stati modesti. Gattuso e Ambrosini sono i gladiatori della squadra, corrono, pressano, recuperano palloni e permettono di schierare due trequartisti e una punta o due punte e un trequartista, elementi che solitamente non danno una grande mano in fase di copertura. Pirlo, invece, è il regista, il metronomo, il motore della squadra e da sempre, cioè da quando si è inventato in quel ruolo, è stato definito insostituibile, perchè è praticamente impossibile trovare un altro giocatore con le sue caratteristiche: Andrea, da buon ex fantasista, abbina l'inventiva della mezzapunta alla concretezza del mediano davanti alla difesa, quindi attacca e difende, ragiona e corre, inventa gioco e "randella" gli avversari; insomma fa tutto e lo fa egregiamente e rinunciarci è davvero impossibile, perchè senza di lui il Milan non sta in piedi. Se ci fate caso, ogni azione parte o passa dai suoi piedi e in sua assenza il giocatore in possesso di palla non sa cosa fare, perchè non ha la soluzione più facile, ovvero... palla a Pirlo e ci pensa lui. Ecco perchè è il giocatore con più minuti nelle gambe di tutta la squadra, ma ecco anche perchè ha tutto il diritto di essere stanco, poco reattivo e senza lucidità e, di conseguenza, non merita le critiche e i fischi che giungono dall'esigente loggione di San Siro.
Domenica ha sbagliato al novantesimo il rigore che poteva dare un clamoroso pareggio in rimonta ad un Milan inguardabile e ha chiuso nel peggiore dei modi una prestazione personale insufficiente; apriti cielo: fischi, critiche, votacci in pagella...tutto giusto, tutto comprensibile, ma provate voi ad essere spossati per le fatiche di una stagione intensissima, dover comunque giocare e correre per novanta minuti, avere le gambe pesanti e la vista annebbiata dalla fatica e avere in queste condizioni l'esigenza di essere lucidi, precisi ed efficaci dal dischetto. In questi frangenti la porta diventa piccola piccola e il portiere un gigante e l'errore è più facile di quanto si pensi. Quando si sente urlare dagli spalti all'indirizzo di Ancelotti di sostituire Pirlo perchè sembra uno zombie, immagino che lo stesso Andrea in cuor suo esclami "Magari!", sognando di riposare un po' invece di essere costretto a figuracce che non merita ma alle quali si espone per amor di patria rossonera rispondendo "Obbedisco!". Diverso il discorso per Gattuso e Ambrosini che, pur avendo giocato quanto il compagno e aver corso forse anche di più, riescono sempre, non si sa come, ad essere i migliori in campo e i più attivi: contro l'Atalanta Gattuso è stato l'attaccante più pericoloso nel primo tempo e ha corso in lungo e in largo, ringhiato sulle caviglie degli avversari e non ha mollato fino alla fine; addirittura commovente è stato il finale di partita di Ambrosini, che Ancelotti ha avanzato a centravanti di sfondamento (mossa della disperazione): Ambro ha lottato da solo contro un'intera difesa, gettandosi generosamente su ogni pallone, di testa, di piede, con impegno ammirevole e buoni risultati (gol segnato ma annullato, un rigore conquistato e altri tre richiesti con qualche ragione).
Nulla da dire, quindi, sul rendimento dei tre "intoccabili" del centrocampo rossonero, non sempre ottimale ma con ovvie motivazioni; resta da capire perchè sia assolutamente necessario che giochino sempre loro e qui le probabili cause sono tre e tutte valide: scarsa fiducia di Ancelotti nelle seconde linee; rendimento insufficiente di tali riserve quando sono state chiamate in causa; campagna acquisti deficitaria da parte della società. Abbiamo detto che Pirlo è insostituibile, perchè non esistono altri giocatori con quelle caratteristiche, ma bisogna pur tentare di trovare qualcuno simile e, magari, insegnargli a giocare "alla Pirlo" (impresa logicamente più facile con un giovane che con un veterano a fine carriera...); difficile trovare anche elementi con la grinta, la corsa, il rendimento e le caratteristiche di Gattuso e Ambrosini, ma nemmeno a loro si può chiedere di giocare sempre se poi si pretende da loro il massimo rendimento negli appuntamenti decisivi.
Ecco perchè nel prossimo mercato la società dovrà impegnarsi a rinforzare in quantità e qualità il reparto di centrocampo; operazioni "alla Emerson" non pagano, perchè si tratta di giocatori già logori e soggetti a frequenti acciacchi, che rischiano di non esserci proprio quando ti servono per far rifiatare i titolari.
Qunidi...A.A.A. centrocampisti cercasi, meglio se giovani e forti, perchè è a centrocampo che si vincono le partite!


