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La maledizione non è ancora finita...

autore
Francesco Specchia
per Milannews.it
lunedì 29 agosto 2011, 22:00Primo Piano
autore Francesco Specchia
29.08.2011 22:00Primo Piano
Giacomo Morini
Giacomo Morini

Chi lascia la strada vecchia per la nuova… Saggezza popolare dicono? Ebbene sì. Vox populi, vox dei. Era la stagione 1993/94 quando tutto ebbe inizio. La maledizione del Milan. Grandi calciatori, campioni, palloni d'oro che vedono i loro premi trasformarsi in SuperTele. Ruud Gullit, storica stella rossonera del grande Milan, la squadra più forte del mondo di tutti i tempi, è il capostipite di questa sfortunata stirpe. Premessa: le loro carriere rimangono e rimarranno nella storia del club e del calcio mondiale per quanto dimostrato. Però… Per la serie "i soldi non sono tutto". L'olandese, capostipite anche per quanto riguarda il marketing rossonero (storiche le migliaia di parrucche con treccine e cappellino incorporato vendute tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90) una volta lasciato Milanello ha perso i suoi magici poteri. I tifosi di Samp e Chelsea non hanno visto il vero Tulipano Nero. Passiamo a lui, Shevchenko, l'esempio che Galliani porterà davanti a tutti i leader che in via Turati proveranno solo ad accennare un trasferimento. Spinto dai soldi russi, dalla voglia di istruire il figlio (che doveva assolutamente imparare l'inglese) si è ritrovato solo. Circondato da tutto ciò di cui aveva bisogno a Milano, isolato a Londra. Non è facile, da lì, il declino. Il re dell'est si ritrova suddito.

"Vabbè è successo a lui, mica accadrà anche a me", avrà pensato Kakà. La maledizione invece non perdona. A Madrid non è riuscito a far innamorare il Bernabeu come invece fu capace per San Siro (galeotto fu quell'esordio ad Ancona). Come non dimenticare Gilardino. Arrivato in Lombardia con la grande possibilità di esplodere definitivamente ma ancora alla ricerca di sé oltre che di una nuova destinazione. La maledizione ha colto anche lui, Marco Borriello. Bomber e leader del Genoa, dopo tanto girare torna a vestire il rosso e il nero. Si conferma ma… con Ibra io non gioco più, piagnucola Marco. A Torino non ci vado, persiste. Oggi? Scaricato da Roma, chiuso da Totti e snobbato da Luis Enrique. Per trovare sentimento, andrà nella città dell'amore. Parigi, Pastore, Leonardo e Menez lo aspettano. Gattuso anche in questo insegna ancora. Dieci milioni per andare all' Anzhi? No grazie. Vi maledico…

per Milannews.it

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