Due mosse "anti manita": Allegri studia i mostri
Matteo Calcagni
Se qualcuno "sperava" nelle loro defezioni difensive, forse dovrà presto ricredersi: il Barcellona di Pep Guardiola, nonostante i forfait di Piqué e Puyol, ha messo in fila vittorie sonanti e convincenti, battendo sia Porto che Villareal, non proprio le prime arrivate. Nel largo successo contro il "sottomarino giallo", con conseguente ed ennesima "manita", i blaugrana sono stati schierati con un insolito 3-4-3, con il trio centrale Abidal-Busquets-Mascherano. I tre hanno sofferto in qualche occasione ma, anche grazie al mastodontico possesso palla, hanno difeso senza troppo pathos la porta di Victor Valdes. Difficile che l'allenatore spagnolo si affidi allo stesso modulo con il Milan, nonostante garantisca la possibilità di inserire più uomini a centrocampo: Guardiola non è uno sprovveduto e, contro l'undici di Allegri, si affiderà senza dubbio ai suoi fedelissimi, con l'ormai certificato 4-3-3 di stampo catalano.
Compito del tecnico toscano, in queste due settimane che ci separano alla supersfida del Camp Nou, è studiare una tipologia di gioco per non cadere nella trappola blaugrana, ormai mietitrice di vittime in ogni dove. Facile a dirsi, più complicato a farsi: il Diavolo non è ne il Porto ne il Villareal, ma incontrerà comunque un ostacolo quasi insormontabile sul suo cammino. La chiave sarà il pressing, unito al gioco aereo, particolarmente sfavorevole alla corazzata catalana: Ambrosini, van Bommel e Ibrahimovic, dalla loro, giocheranno un ruolo importantissimo sui palloni alti, così come Boateng che, con il suo forcing d'assalto, potrà mettere in difficoltà il meno tecnico della comitiva catalana, Sergio Busquets. Uscire indenni da Barcellona sarà un'impresa ma il Diavolo ci proverà e se la giocherà, come è sempre successo sul suolo europeo, anche contro dei veri e propri mostri.


