Sedici risultati utili consecutivi e c'è chi pensa all'estetica: godetevi il Milan. Riparliamo di Bartesaghi (tre mesi dopo)
Vincere non è importante, in questo momento storico in cui il Milan sta cercando di risalire la china rispetto agli ultimi due campionati, è l’unica cosa che conta. Non è il periodo per fare gli schizzinosi, sul calcare sul lato estetico delle prestazioni perché oggi il Milan ha bisogno di continuità di risultati per tornare almeno in Champions League. Si, almeno, perché sotto sotto a Milanello tutti sostengono che se e quando ci sarà la rosa completamente in forma, con la possibilità di fare rotazioni e scelte non dettate dai bollettini dell’infermeria, puntare al tricolore non è utopia. Inutile che sui social si cerchi di avvelenare i pozzi, la cosa che conta è continuare a fare punti. Perché questo Milan, al completo, non lo abbiamo mai visto davvero e questo può essere uno dei grandi rammarichi del primo blocco dell’Allegri bis. Questa squadra è imbattuta in campionato da sedici partite consecutive, una streak impressionante e che a fine mercato, se qualcuno ci avesse detto di firmare per averla a favore, ci sarebbe stato un plebiscito di firme. Ma la cosa bella di tutto questo è che questi pensieri critici, a volte fatti solo per dare aria alla bocca e prendersi interazioni, esistono soltanto fuori da Milanello. Dentro il sacro tempio, che Allegri ha ristrutturato riportandolo alla sacralità scalfita dalle gestioni portoghesi, sono tutti concentrati e immersi in quanto gli viene chiesto. E poi sono abbastanza sicuro che il Milan al completo, con gli undici titolari in forma, sarebbe in grado di giocare anche bene con la palla tra i piedi.
Lo scorso 21 ottobre qui su MilanNews.it, pubblicavo un articolo su Davide Bartesaghi dove ripercorrevo il cambiamento dal “non è da Milan” alla sua titolarità. Oggi Rino Gattuso lo osserva con attenzione per un discorso di nazionale maggiore, perché nel campionato italiano c’è solo lui con quelle doti in grado di giocare sia quinto di centrocampo, quarto di difesa o centrale mancino nel terzetto del 3-5-2. Si, Davide Bartesaghi, quello che a Milanello tutti guardano con grande ammirazione per la dedizione, l’attenzione e la maniacalità che ci mette nell’allenamento, nella cura del corpo e del dettaglio. Non arrivi per caso a battere le punizioni al Milan. Ma come, direte voi, adesso ci vuole anche una sorta di benedizione per battere angoli e punizioni? Si, specie quando a riconoscerti tale valore sono compagni di alto grado dentro lo spogliatoio. Davide è uno cresciuto con la testa “da Milan” e conosce bene queste dinamiche. E nonostante abbia rinnovato da poco, non mi stupirei se davanti a una continuità di rendimento così alta, già nel corso del 2026 arrivasse un adeguamento contrattuale.
Cosa aspettarsi dal mercato di gennaio? Che il Milan guardi alle occasioni di quei giocatori che hanno una prospettiva di andare al mondiale e che cercheranno spazio e minuti per prendersi la convocazione.






