Cardinale, solita toccata e fuga in silenzio. La fortuna ha le mutande rosa. Che noia il gap! Che noia Leao! Il cuore di Cernobbio e dei club
Continueremo a parlare fino a maggio (e forse fino a estate inoltrata) del gap che separa il Milan da Inter e Napoli, nel frattempo l'essenziale è restare aggrappati alla locomotiva. Con tutti i suoi limiti e gli up and down, la squadra di Allegri ha concluso un intero girone - inteso come numero di partite consecutive - senza sconfitte e tiene il passo dei nerazzurri, il resto è aria fritta.
Continueremo a parlare fino a maggio (e forse fino a estate inoltrata) di Leao, del suo modo, del suo incedere, della sua aria disincantata. Allegri ogni tanto accenna anche ai suoi problemi fisici, tanto per gradire, tanto per ricordare. Nel frattempo Rafa risolve le partite: a Como, con il Lecce (gli assist più incisivi prima del gol di Fullkrug li aveva fatti lui) così come fa da 6 anni. Un periodo in cui il Milan ha avuto molti giocatori decisivi, da Ibrahimovic a Giroud, da Pulisic a Maignan per citarne solo 4, ma nessuno capace di spaccare le partite in un lampo, come lui. Leao me lo tengo stretto, strettissimo, incatenato. Insultandolo come tutti quando appare svagato, assente, passeggiare lì per caso, ma non ci rinuncio per nient'altro al mondo.
Dopo molti mesi Gerry Cardinale è tornato a fare una capatina in Italia. Chi non seguirebbe così da vicino e con abnegazione un investimento da più di 600 milioni? Niente San Siro, niente partita, un baco in sede: Milanello per un saluto veloce alle maestranze, poi via, verso nuove avventure. Più importanti il progetto stadio, il progetto nuovo socio, il progetto NBA con il Milan nel basket, lo sgombero delle Curve e dei Club, il progetto marketing e brand. A parte la squadra, il campionato, la storia rossonera, per il resto la lista degli interessi e degli impegni da Oltreoceano è fitta, molto fitta per quanto riguarda il club di soccer, che si vuole far passare di mano in mano come una palla (ovale) da football (americano). Non una parola alla stampa, non un comunicato, niente di niente nel silenzio assordante del suo fugace passaggio annuale in Italia. Del resto, se io e voi investissimo in un club di hockey a rotelle in Alto Adige dove questo sport è molto popolare, ci interesserebbe vendere i pattini e le mazze, non vincere lo scudetto.
A Cernobbio ennesimo, grande vernissage di beneficenza con Ambrosini, Oddo, Filippo Galli, Tassotti, Evani, Serginho, Zambrotta, Eranio: il Milan Club del presidente Olivier Chignoli è uno splendido spaccato di cosa sia la vita di una community di tifosi: territorio, solidarietà, sociale, cultura, aggregazione. Oltre ai biglietti e ai pullman, logico, ma di quelli chissenefrega. I tifosi sono un danno collaterale, ciò che importa è il pubblico pagante.
A proposito di scudetto, di calcio, di classifica, della fortuna del Milan. Vi propongo il testo di una splendida canzone ironica di Cochi e Renato del 1975. Se la trovate su YouTube, fu la colonna sonora del film "Il padrone e l'operaio", a proposito di Gerry e dei milanisti tra l'altro, ma soprattutto in risposta a quelli che parlano di culo spropositato dei rossoneri. Titolo di questo capolavoro ironico: "La fortuna ha le mutande rosa".
La fortuna
Che fortuna
Quando verrà la fortuna e cambierà tutto
Io mangerò il prosciutto
Mangerò anche l′acqua minerale
Mi profumerò col caviale
Comprerò le pastiglie per il mal di testa
Ci sarà gran festa, ci sarà gran festa
La fortuna ha i capelli biondi
E tinti di rosso e gli occhi non si lasciano guardare
Ti sfiora superba, ti guarda come se tu fossi una larva
Non si fa toccare, ti sputa addosso
E se sei grasso diventi pelle e osso
La fortuna
Quando verrà la fortuna sarà normale
Una visita generale
Lavare i capelli col cotone
Fare a tutti buona impressione
Comperare le mutande di colore quasi rosa
Sarà un'altra cosa, sarà un′altra cosa
La fortuna ha i capelli biondi
Tinti di giallo e gli occhi non si lasciano guardare
Ti sfiora superba, ti guarda come se tu fossi una larva
Non si fa toccare, ti sputa addosso
E se sei grasso diventi pelle e osso
La fortuna
Quando verrà la fortuna mi darò del lei
E mangerò per sei
Dirò, "Lei non sa chi sono io
Io sono parente di mio zio
Da qua a là tutto quello che vedete è mio
Adesso basta Dio, adesso basta Dio"
La fortuna ha i capelli biondi
E tinti di verde e gli occhi non si lasciano guardare
Ti sfiora superba, ti guarda come se tu fossi una larva
Non si fa toccare, ti sputa addosso
E se sei grasso diventi pelle e osso
La fortuna ha i capelli biondi
Pieni di mèches
La fortuna ha i capelli biondi
La fortuna ha i capelli
La fortuna. La...






