Jashari c'è e si vede: sempre più in crescita, Allegri si coccola il classe 2002
Un pareggio che sa di parziale sconfitta. Il Milan non va oltre l'1-1 casalingo contro il Como e frena nella corsa al primo posto. Massimiliano Allegri, nel post partita, ha detto che questo è un punto guadagnato. E ufficialmente ha ragione, perché il distacco su Roma, Napoli e Juve aumenta. Ma quello a cui era interessato il Diavolo era rimarginare il -5 dall'Inter, che ora si trova a -7.
Nulla è accaduto e c'è tempo per recuperare. Risultato a parte, tra i diversi aspetti positivi della sfida di ieri sera, da sottolineare la buona prova di Ardon Jashari. Senza Adrien Rabiot e Ruben Loftus-Cheek, assenze pesantissime nello scacchiere tecnico-tattico del Diavolo, lo svizzero ha offerto una buona prova di carattere, dimostrando di essere - sempre di più - in quella fase di assimilazione dei concetti di Max Allegri.
Ieri per lui è stata la terza da titolare, una prova più che sufficiente per un ragazzo che nei primi tempi è stato sfortunato, con quell'infortunio che ha bruscamente interotto quello che doveva essere il normale periodo di adattamento. Smaltito l'infortunio, Jashari si sta prendendo con merito il suo spazio. Contro il Como testa e personalità, quella leadership che lo aveva già contraddistinto nella sua passata esperienza in Belgio, al Bruges. E all'ombra del Duomo, adesso, sta facendo intraveder quegli sprazzi di talento che avevano fatto innamorare il Diavolo.
Non c'è stato solo il lancio per l'1-1, ma quei dribbling e quelle incursioni per cui si è contraddistinto in Belgio. In questa fase finale di campionato, ecco che Max Allegri spera di poter sfruttare al massimo le potenzialità del centrocampista svizzero, che non ha voglia di guardare indietro ma soltanto affrontare i prossimi ostacoli. Jashari c'è e si vede, Allegri se lo deve coccolare per fargli fare quello step in più. Per il presente e per il futuro.






