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Ricci vi ha fatto venire un Diavolo per capello. Il rigore che non c'è e i paragoni fantasiosiTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 16:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio
per Milannews.it

Ricci vi ha fatto venire un Diavolo per capello. Il rigore che non c'è e i paragoni fantasiosi

Samuele Ricci ha toccato la palla in area con il polso e l'arbitro non ha assegnato calcio di rigore. Scandalo, vergogna, al rogo, ora possiamo tirare fuori gli episodi (raccontati male) delle passate stagione e buttare tutto nel calderone dell'avvelenamento social. Calma, un respiro profondo, e sangue freddo. Che fare figure non proprio edificanti è un attimo.

Ricci tocca effettivamente la palla con il polso in area di rigore, e fin qui ci siamo. Oggettivo, insindacabile. Altra cosa oggettiva: non tutti i tocchi di mano equivalgono ad un'infrazione. Altra cosa oggettiva: sono 7 i Derby di fila in cui l'Inter non vince. 5 vittorie del Milan e 2 pareggi. C'entra qualcosa con l'episodio di ieri? No, ma non fa male ricordarlo.

Tornando sul pezzo, dicevamo che non ogni tocco di mano equivale ad un fallo da sanzionare. Questo perché i parametri da valutare, in una situazione in cui ovviamente c'è soggettività, sono due: se il movimento dell'arto è congruo rispetto al resto del corpo e se in qualche modo aumenta il volume del corpo rispetto al pallone.

La contraerea social nerazzurra è partita da ieri sera, pubblicando sui social video e immagini (in barba ai vari copyright della Lega) che ritraggono l'accaduto da dietro, mostrando quindi che il braccio di Ricci fosse "largo". Se è per ignoranza o per malizia questo non è dato saperlo, ma per provare ad analizzare al meglio l'episodio non è quella la telecamera da prendere in considerazione. La palla va da destra verso sinistra in modo perpendicolare al lato dell'area di rigore. Ricci è in traiettoria e la prende col braccio, ritraendolo.

Cosa va preso in considerazione in questo caso? Ragionamento poco ortodosso ma pratico: se non ci fosse stato il tocco col braccio il pallone sarebbe finito ugualmente nella figura del calciatore, presumibilmente colpendo il costato. Questo vuol dire che la posizione dell'arto non aumenta il volume del corpo di Ricci e di conseguenza non costituisce un'infrazione.

Il paragone con il rigore concesso per fallo di Bisseck in Inter-Lazio dell'anno scorso non sussiste: non esistono episodi uguali, ma in questo caso non è neanche simile. Allora il difensore nerazzurro aveva il gomito in una posizione tale che aumentasse notevolmente il volume del corpo: "togliendo" il braccio il pallone non avrebbe colpito la figura. Se proprio si vuole fare un paragone, sempre a tema Inter, c'è un bel tocco di mano di Dumfries nello scontro col Napoli del campionato passato: allora l'arto dell'interista era all'interno della figura del corpo e, nonostante la "parata", il gesto non è stato considerato propedeutico all'aumento di volume anche se il braccio era "staccato" dal corpo.

In questo caso il braccio di Ricci è in posizione più che naturale, segue il movimento della corsa, e va anche a ritrarsi. Ma l'aspetto più importante, ripetiamo, è che il braccio rimane nella figura del corpo. Il check in sala VAR infatti è stato molto veloce: nonostante ci sia una forte soggettività in queste situazioni è stato facile capire che non c'era nessun estremo per fischiare fallo e di conseguenza calcio di rigore. Con buona pace di chi ora ha un Diavolo per capello. E se sono ricci? Sarebbe quantomeno divertente.