L'anticipo di Galli - Verso l'infinito e oltre
La vittoria nel Derby ha regalato ai rossoneri tre punti importantissimi, che innanzitutto permettono di tenere a una considerevole distanza (nove punti) la quinta in classifica. Insomma, se la qualificazione in Champions non è blindata, poco ci manca. Ma, ciò che più appassiona i commentatori, riguarda quello che si vede guardando verso l’alto: questo risultato har iaperto la corsa allo scudetto?
Proviamo a capirlo ragionando insieme, anche se nel gioco del calcio le ipotesi razionali lasciano il tempo che trovano. E cominciamo dai cugini. Innanzitutto, non dobbiamo dimenticare che nella stracittadina l’Inter era priva dei due attaccanti titolari, Lautaro e Thuram. Bonny (2003) e Pio Esposito (2005), pur dotati di grande potenziale, non sono mai stati pericolosi e hanno fatto rimpiangere l’indisponibilità dei senior. Thuram rientrerà subito, mentre Lautaro, alle prese con problemi muscolari, avrà bisogno di un tempo maggiore. E qui sta il problema più importante per i nostri rivali. L’argentino non solo è capocannoniere della serie A con 14 gol ma, grazie al suo carisma, alla sua capacità di trascinare e di creare connessioni positive con e per i propri compagni, è portatore di situazioni favorevoli sul terreno di gioco di cui l’Inter non può fare a meno. Prova ne siano i 64 gol segnati finora dai cugini.
Per quanto riguarda la difesa, l’Inter può palesare qualche sbavatura quando concede spazi agli avversari nel momento in cui salta la prima pressione pensata e predisposta da Chivu per il recupero immediato della palla persa. A centrocampo, lo avevamo già detto in vista del Derby, le squadre si equivalgono anche se dobbiamo augurarci che Modric continui a essere quel giocatore dominante dimostratosi finora. La prima risposta l’avremo già a partire da sabato. Alle 15.00 si giocherà Inter-Atalanta. Vedremo quale sarà la reazione, non solo quella dell’Inter ma di entrambe le contendenti: se i neroazzurri di Milano hanno perso il derby, quelli di Bergamo hanno vissuto un mercoledì sera da incubo al Gewiss Stadium nell’ottavo di andata di Champions League contro il Bayern (loro sì, davvero ingiocabili). Dal risultato di questa gara potremo avere qualche indicazione in più.
In casa milanista c’è euforia, un’euforia controllata che, direi, genera positività. Il calendario prevede la non facile trasferta dell’Olimpico, in casa Lazio, che proprio in occasione di questa gara tornerà a essere davvero casa, visto che solo per questa partita la curva interromperà la contestazione nei confronti del presidente Lotito: lo stadio sarà presumibilmente gremito e certo non sarà un vantaggio per noi. Non dimentichiamo, poi, il rischio del gol dell’ex, e che ex! Nientemeno che Daniel Maldini, figlio di Paolo, nipote di Cesare, nel suo nuovo ruolo di “falso nove” ritagliatogli da Mister Sarri. Tra gli ex, per dovere di cronaca, ci saranno anche Romagnoli e, in casa rossonera, Igli Tare, per tanti anni il DS dei laziali.
Allegri può festeggiare perché da domenica i rossoneri sono la miglior difesa del campionato con solo 20 goal subiti, perfettamente in linea - almeno per il momento – con l’obiettivo dichiarato sin dal primo giorno del suo insediamento: prendere meno gol possibile. “Lo scudetto – aveva detto Max – lo vince la squadra che subisce venti gol”. Il campionato non è concluso e alla fine i gol saranno forse qualcuno in più: e in effetti il mister rossonero non ha mai parlato di scudetto, quanto piuttosto – e con grande insistenza – di qualificazione in Champions, condizione necessaria per poter pensare in grande in termini economici e quindi (speriamo) sportivi. Tornando alla squadra, la difesa ha certamente usufruito della struttura complessiva predisposta dall’allenatore, ma non possiamo non sottolineare anche la crescita dei singoli interpreti: in particolare non si può non notare la trasformazione di De Winter che, dopo la lezione subita da Hojlund, sembra avere fatto un salto di qualità. Il centrocampo ha dimostrato di saper coniugare qualità a quantità con la speranza che Modric continui a essere fino alla fine quel giocatore dominante che abbiamo visto finora. Con la Lazio mancherà Rabiot, squalificato, ma confido in Ricci e/o Jashari.
In attacco, fin qui tallone d’Achille della squadra fra infortuni e inserimenti faticosi, si segnalano note positive: Leao (9 goal), pur reo di qualche errore di troppo nel Derby, sembra mostrare una forma ritrovata e lascia quindi sperare in prestazioni ai suoi livelli migliori; così come Pulisic, anch’egli tornato a essere, sebbene ancora a sprazzi, il Capitan America cui eravamo abituati (8 goal). Füllkrug, Nkunku e il redivivo Gimenez dovranno di volta in volta dare il loro contributo alla causa.
Detto dello snodo legato alla prima partita post Derby diamo uno sguardo al calendario di entrambe. Considerando anche le gare di questo weekend Milan e Inter affronteranno le medesime avversarie: Lazio, Atalanta, Torino, Verona e Cagliari.Chiaramente in base al momento in cui le affronteranno il grado di difficoltà potrebbe cambiare, ma tant’è.
Nelle restanti partite il Milan sarà impegnato, presumibilmente, con tre squadre in lotta per degli obbiettivi (salvezza o qualifica alle coppe europee), quali Napoli, Juventus e Genoa, mentre l’Inter se la vedrà con Roma, Como e Fiorentina. Siamo nel campo delle ipotesi, dove, come già detto, non domina la razionalità. Insomma, non avendo molto da perdere, non ci resta che andare avanti di partita in partita, “verso l’infinito e oltre”, come diceva il personaggio di Buzz Lightyear in Toy Story. In lontananza si vede una stella: la seconda. E crederci non costa niente. Forza Milan!






