Successo pesante, prestazione povera: il Milan è ancora un cantiere aperto
A Verona, alla fine, l'unica cosa davvero da portare a casa è il risultato. Il Milan ha vinto 1-0 con il gol di Rabiot su assit di Leao, è tornato secondo e si è rimesso a +8 sul quinto posto: tradotto, la Champions è molto più vicina e ai rossoneri bastano 7 punti nelle ultime 5 giornate per blindarla aritmeticamente. Tutto vero, ma quello del Bentegodi è stato un Milan spaventato, contratto, tecnicamente impreciso e troppo spesso paralizzato dall'idea di poter buttare via un altro snodo pesante della stagione.
La vittoria pesa, la prestazione meno
La prima frazione di ieri è stata di una bruttezza rara, e proprio per questo significativa. Ritmi bassi. tanti errori, pochissimo coraggio: il Milan ha giocato come una squadra che sentiva il peso del momento dopo le due sconfitte consecutive, non come una squadra padrona del proprio destino. Ma c'è da dire che la crescita di un gruppo passa anche da momenti come questi. Il gol di Rabiot ha salvato il pomeriggio, ma non la sostanza della prova. E infatti da questa partita escono conferme precise anche in vista dell'estate: c'è ancora tantissimo da sistemare, perché una squadra che vuole stabilmente stare in alto non può aggrapparsi ogni volta al corto muso e alla paura di non cadere. Ma lì dovrà essere bravo Allegri a farlo capire ai suoi ragazzi.
Qualcuno ha lottato, davanti invece resta il vuoto
Dentro una gara povera, però, qualcosa si è rivisto: Gabbia ha dato presenza e salvataggi, confermandosi un vero e proprio talismano di questo Milan. Rabiot ha messo ancora una volta peso specifico mentre Modric è stato commovente. L'attacco, invece, continua ad essere il vero allarme: Leao ha prodotto la giocata dell'assist ma resta lontano dalla sua miglior condizione, Pulisic ha acceso solo qualche lampo, mentre chi è entrato davanti non ha inciso. Basti pensare che Allegri stava pensando di sostituire Gimenez a neanche 20 minuti dal suo ingresso in campo. E poi c'è la pagina peggiore: ieri ci sono stati degli ululati razzisti da parte di una parte della curva del Verona nei confronti di Maignan, 'mascherati' da fischi. Qui il calcio finisce: queste schifezze vanno spazzate via, senza distinguo né alibi.
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