Mercato Champions: serve qualche debito. Se il Milan non conta, resta sempre dietro. Leao si rende conto di cosa è diventato?
Ogni giorno spuntano interviste di calciatori del Milan e di ex rossoneri che segnalano e sottolineano il lavoro fatto da Max Allegri in questa stagione. Forse non ci sarebbe nemmeno bisogno di questi riconoscimenti per stabilire, senza schierarsi con un partito o con l’altro, che la scelta virtuosa dell’estate scorsa di affidarsi, finalmente, a uomini di calcio (Tare compreso) è stata giusta. E adesso sullo slancio bisogna costruire il mercato della prossima stagione tenendo conto di due obiettivi: 1) esaminare con serenità quali sono stati gli errori commessi (il mercato in tre frasi con tre regie diverse) a cominciare da qualche acquisto che non ha funzionato (metterei in proporzione alla cifra investita: Ricci, Nkunku, di Jashari forse capiremo di più nella prossima stagione quando magari Modric non potrà giocare ogni tre giorni; ndr); 2) puntare a rischiare qualche sacrificio finanziario in più del previsto per dimostrare al pubblico che il risultato sportivo è il primo degli obiettivi e non l’ultimo.
IL PESO POLITICO- Continuo a battere su un tasto che a mio avviso è ancora più importante. Il possibile arrivo nella squadra societaria di un personaggio della statura di Adriano Galliani è stato “stoppato”, come raccontano i beninformati, da Scaroni, il presidente geloso del proprio ruolo che sarebbe finito dietro la lavagna. Decisione presa, capo ha. Di sicuro però se il Milan -un po’ come la Juve attuale- continua a farsi portare a spasso dal presidente dell’Inter Beppe Marotta che è il più sveglio della compagnia e anche il più attivo anche sul fronte politico (come dimostra la candidatura di Malagò presidente federale), il distacco con l’Inter è destinato a restare tale se non addirittura ad aumentare. Ecco perché o c’è un cambio di passo nella compagine dirigenziale che deve occuparsi dei temi politici, del prossimo assetto federale che vuol dire scelta del futuro designatore arbitrale, segretario generale etc., oppure sarà inutile lamentarsi di calendari, arbitri e così via.
COSA FARE CON LEAO- Leao è il prossimo nodo da sciogliere per il Milan. Qui mi occupo del calciatore, della sua attuale stagione e della parabola discendente del suo rendimento. Forse il primo quesito da porre è il seguente: MA LEAO SI STA RENDENDO CONTO DEL SUO DEPREZZAMENTO PROFESSIONALE? HA CAPITO CHE COSI CONTINUANDO FINIRA’ PER DARE RAGIONE A QUALCHE CIALTRONE E PER NON TROVARE UNO STRACCIO DI ACQUIRENTE DISPOSTO A SCOMMETTERE SU DI LUI? Ecco allora il punto. Perché Leao, specie durante l’ultima esibizione a Verona, ha offerto questa impressione lamentandosi della sostituzione: non si rende conto di aver offerto un contributo men che modesto alla compagnia rossonera. È l’aspetto più inquietante della questione. Qui dovrebbero intervenire, più che Allegri e i dirigenti, anche i famigliari di Rafa per fargli capire in modo schietto che così continuando sta sprecando un grandissimo talento e si sta avviando a un finale di carriera deludentissimo.






