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Con il Milan di RedBird l'Inter va verso il sorpasso. Gerry e Giorgio, quando si torna a vincere?TUTTO mercato WEB
Oggi alle 20:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio
per Milannews.it

Con il Milan di RedBird l'Inter va verso il sorpasso. Gerry e Giorgio, quando si torna a vincere?

In questi giorni si fa tanto parlare di come, negli ultimi 20 anni, l'Inter abbia vinto molti più trofei del Milan e via discorrendo, con i tanti tifosi nerazzurri e i giornalisti schierati (dichiarati e non) che provano a sovvertire quella che è stata da sempre una verità insindacabile: il Milan ad oggi è la prima squadra di Milano, per blasone, trofei vinti, anzianità. Dato per assodato questo c'è un "però" molto grande, e lo rivolgiamo all'attuale dirigenza. L'Inter a fine maggio vincerà lo scudetto e salirà a quota 47 trofei. Se vincerà anche la Coppa Italia, anche questo molto probabile, andranno a 48. Il Milan è fermo a quota 50. 

Questa proprietà è già segnata nella storia per il fatto di aver fatto raggiungere ai cugini per primi la seconda stella, tra l'altro proprio in un derby in casa del Milan. Riusciranno anche nell'impresa di farsi superare nel conteggio complessivo dei trofei vinti? Logico poi che anche le vittorie hanno un peso, le 7 Champions League non potranno mai essere ribaltate sulla bilancia, ma la situazione comincia a puzzare.

Anche perché ad inizio stagione si parla solo di qualificazione in Champions League, a partire dalle teste. Presidente ed Amministratore Delegato ritengono essenziale la partecipazione alla massima competizione europea per dare continuità al progetto sportivo. Ma quale progetto sportivo? Quello del galleggiamento fastidioso e anemico fra i primi 4 posti, dove primo o quarto non fa differenza? Lo sappiamo tutti che i club italiani hanno bisogno dei proventi derivanti dalla Champions, tra diritti tv, botteghino e premi per il passaggio del turno. Non c'è bisogno di sottolinearlo ogni volta, grazie.

I tifosi, e tutto l'ambiente, vorrebbero sentire ogni tanto anche la parola "vincere". Partecipare va bene ed è necessario, ma il Milan è il Milan, una squadra che anche dopo un'annata penosa fa fare il sold out per quanto riguarda gli abbonamenti a San Siro. Il Milan è il Milan perché ha vinto. E se non si vince più, sembra abbastanza imbarazzante doverlo scrivere, ma sentendo le interviste di Cardinale di qualche anno fa probabilmente è necessario, allora il tifoso si allontana. Vuol dire meno biglietti venduti, meno abbonamenti e meno soldi. Questa è l'unica lingua che si capisce a Casa Milan da un po' di anni, quindi magari scrivendolo in questo modo qualche lampadina si accende.

E non è sano, qui entriamo anche noi nelle fastidiose dinamiche da azienda, cullarsi con il "salvagente" turisti. Gli ultimi anni sembrano dire che in ogni caso San Siro farà sold out grazie ai tanti stranieri che vengono a visitare la Scala del Calcio per regalarsi un pomeriggio o una serata particolare, tra un hot dog, due selfie e qualche bacio rubato per la kiss cam. Non siamo di certo noi a dover scrivere che questo palliativo non è un qualcosa su cui costruire un business solido: gli unici che danno sicurezze su engagement e spesa continua sono i tifosi hardcore, che per questa proprietà sembrano essere un fastidio. Il tifoso hardcore vive e muore per la sua squadra, fa di tutto per i suoi colori ma ha un problema: vuole vincere. Vuole assolutamente vincere. E qui iniziano i fastidi.

Che ci si faccia i conti giusti, se si continua con questo andazzo il sorpasso non è di certo lontano. E poi anche gli eterni secondi potranno alzare la voce dopo una vita alle spalle. Gerry e Giorgio, ma quand'è che si torna a vincere? Non bastano le parole e i finti proclami di inizio stagione, la piazza è stanca e vuole i fatti. Contano e conteranno solo quelli.