Milan: è il momento della verità. Paura nel gruppo e precedenti disastrosi. Con questo clima si va a sbattere
È inutile far finta di niente. Nei 270 minuti finali di questa stagione, c’è in gioco non solo il presente, cioè la possibile qualificazione in Champions league ma anche, anzi soprattutto, il futuro del Milan. Perché è evidente che lo spartiacque è definitivo: se si centrasse l’obiettivo della stagione, allora si potrebbero aprire scenari di un certo tipo, non esaltanti intendiamoci. In caso contrario sarebbe fallimento. Aggiungo: è prematuro procedere ora ai processi di piazza, alle aggressioni mediatiche e sui social che servono solo a soddisfare “la voglia di sangue” del web e della tifoseria ancora una volta delusa più dallo scudetto interista che dalla sconfitta di Reggio Emilia col Sassuolo. Fa un po’ specie, per essere sinceri, che molti critici spietati di oggi siano rimasti silenti e “accucciati” allorquando -durante i precedenti mesi- il Milan di Allegri è stato secondo in classifica o addirittura primo e siano invece usciti allo scoperto dopo Sassuolo che di fatto ha messo in serio dubbio la partecipazione alla Champions. Non è nemmeno il caso di escludere dalle critiche l’arrivo del gruppo squadra a pochi chilometri dallo striscione con questo affanno nella condizione fisica e in particolare con un rendimento sottozero dell’attacco. Per essere didascalico: senza Champions sarebbe un altro disastro; con la Champions da quarto una striminzita sufficienza. L’errore che attribuisco al club è quello commesso nel mese di gennaio: prima fecero sapereche non c’erano soldi per sostenere un mercato di vera riparazione per poi trattare a fine gennaio trattato Mateta, affare da 40 milioni, scoprendo l’ultimo giorno che non sarebbe stato utilizzabile per un infortunio.
Il ko di Modric ha ulteriormente complicato i piani ma ritenere oggi che la colpa sia soltanto del club e in particolare di Furlani per la conduzione del mercato estivo è una parte della questione. Chi scrive, dal primo giorno, avendo misurato la cifra tecnica della rosa messa a disposizione di Allegri, ha sempre pensato che la Champions sarebbe stato un traguardo alla portata e che invece lo scudetto sarebbe stato un miracolo della natura. Non solo. Ma se recupero la memoria delle prestazioni realizzati negli ultimi anni dal Milan rispetto a questi giorni difficilissimi colgo delle similitudini inquietanti a cominciare da Zagabria, per proseguire con il Feyenoord, per passare dalla sfida con la Roma in Europa leaguee concludere il riepilogo delle puntate precedenti con la finale di coppa Italia col Bologna in cui c’è stata la prestazione più bassa dell’era Conceiçao. Avviso ai tifosi: qualora il pubblico di domenica prossima contro l’Atalanta, dovesse invece di dare una mano alla squadra impaurita e senza bussola (Modric), complicarle la vita, l’esito sarebbe fin da ora scontato. E cioè un’altra sconfitta! L’intervento di Allegri martedì nello spogliatoio di Milanello ha risvegliato l’orgoglio del gruppo? Se bastassero le parole… Ho invece la sensazione che da questo clima di depressione acuta e di caccia al responsabile non possa sortire fuori niente di buono.






