ESCLUSIVA MN - Ordine: "Mai visto in vita mia una società come il Milan che si accaniva contro sé stessa. Allegri? Proverei il miracolo e poi saluterei"
Dalle parole di Cardinale all'indiscrezione lanciata l'altro giorno di una lite pesante tra Zlatan Ibrahimovic e Massimiliano Allegri. Della delicata situazione in casa Milan, sportiva e non, ne ha parlato in esclusiva ai microfoni di MilanNews.it il collega Franco Ordine.
Che ne pensi di questa lite Ibrahimovic-Allegri?
"Quello che ha fatto nascere il caso è l'intervento di Moggi che dice che Allegri ed Ibrahimovic non si parlano più. Da lì sia la Colombo che io abbiamo messo insieme i pezzi del puzzle e l'abbiamo tirato fuori. Questa è una cosa che però, e va riconosciuta ad Allegri, non ha fatto trapelare niente di tutto questo. Che effetto mi fa? Io non avevo visto in vita mia una società che si accaniva contro sé stessa nel periodo più delicato e decisivo della stagione in cui c'è in ballo un traguardo da 60/70 milioni".
Quindi manca unità
"Quando il mister diceva in conferenza che dobbiamo pensare al bene del Milan e non a quelli personali era proprio un invito, un appello, all'unità, che adesso è arrivato dalla società soltanto in queste ore. Mi sembra francamente con un ritardo eccessivo".
Come può una società autosabotarsi di questa maniera?
"Non se ne rendono conto per un motivo semplicissimo: non avendo mai guidato una società di calcio, quindi non conoscendo né le modalità e nemmeno i meccanismi tecnici, ambientali e mentali, si comportano come se si trattasse di una normale azienda o di una società finanziaria. Invece il calcio ha completamente altri tempi, altre modalità, altre necessità, e purtroppo è il motivo semplicissimo".
Sulla contestazione dei tifosi
"La contestazione ci ha messo il suo. Conoscendo i precedenti di questo gruppo squadra che l'anno scorso quando c'è stata la contestazione ha perso tutte le partite in casa, io ho detto che ne avrebbe risentito anche quest'anno, nonostante fosse contro Furlani. E infatti...".
Come mai Furlani sembra intoccabile?
"Non è la sensazione. Questi sono, ripeto, meccanismi che funzionano nelle società finanziarie. Non rispondono a meccanismi calcistici. Quando Maldini va via, non va mica via perché arriva quinto, ma perché aveva mandato una mail alla società, al proprietario, dicendo: "Se vogliamo costruire bene qui dobbiamo fare tre grandi acquisti", e ciò voleva dire sottoporre la società a un investimento sostanzioni che un format economico-finanziario che il Milan da quando è entrato RedBird non ha mai portato avanti. Il format attuale è compra-vendi: vendi a 70 e ne compri tre da 20 che poi rivendi a 70".
Come mai però all'Inter non funziona così?
"La differenza fondamentale, oltre alla competenza di Marotta ed Ausilio, è il fatto che non hanno smantellato la squadra cambiando allenatore, dirigenti e direttore sportivo. Nel calcio la continuità ha un valore, che ad oggi il Milan continua a dissipare".
Che futuro i tifosi devono aspettarsi?
"Adesso mandano via ad Allegri, faranno la squadra Ibra, Furlani e Moncada, prenderanno un altro Fonseca, non si acconteneranno e prenderanno un altro Conceiçao tirando avanti così. Perché io dico che la contestazione è stata sbagliata a livello temporale? Perché bisognava farla a gennaio, perché a gennaio avevi l'occasione e la possibilità di puntellare questo gruppo e di ritrovarti con qualche giocatore in più che sarebbe tornato utilissimo".
Se tu fossi Allegri cosa faresti?
"Proverei a fare questo altro miracolo, poi naturalmente saluterei. Poi un mese fa escono notizie che sono stati contattati D'Amico ed Italiano...ma questo è un modo intelligente di gestire il finale di stagione in cui hai un traguardo e una squadra che arranca? Quindi io direi arrivederci e grazie, arrangiatevi voi".






