Cardinale si muove in prima persona. Iraola tecnico e Rangnick ds, lo scenario prende quota
Non si può dire che Gerry Cardinale non lo avesse preannunciato nella sua intervista di quasi due settimane fa: il manager americano aveva anticipato grandi cambiamenti e un suo coinvolgimento più diretto. In queste prime ore di nuova era rossonera, obiettivamente è quello che sta succedendo, al di là dei giudizi che ognuno può dare. Il proprietario del club milanista, spalleggiato soprattutto da Ibrahimovic, sta prendendo parte ai vari colloqui che ci sono stati fin qui per la ricerca di nuovo allenatore e direttore sportivo. Le prime scelte sembrano chiare.
Iraola: presto nuovo contatto
Come una palla di neve che scende giù dalla montagna, anche il nome di Andoni Iraola sta prendendo sempre più quota nell'indice di gradimento rossonero. Questa mattina la Gazzetta dello Sport sottolinea che presto ci sarà un nuovo contatto a Londra, tra il tecnico basco e il duo RedBird formato da Cardinale e Ibra. L'obiettivo è quello di anticipare i tempi il più possibile perché la concorrenza è molta, specie quella del Crystal Palace. Con quello in programma nelle prossime ore, gli abboccamenti con Iraola diventerebbero tre: il primo un mese fa con Furlani-Moncada, il secondo un paio di settimane fa già con Cardinale e Ibra. Sul piatto è già pronto un contratto biennale o triennale, con rinnovo automatico in caso di Champions, sulla base di 3 milioni a salire. Le promesse di Gerry e Zlatan allo spagnolo: acquisti di spessore nei prossimi due anni e protezione in caso di difficoltà.
Riecco Rangnick
Nella serata di ieri è poi emerso un altro nome, inizialmente pensato in competizione con Iraola. Si tratta di un profilo che è un ritorno di fiamma per il Milan: il tedesco Ralf Rangnick. Già fu vicino al Diavolo nel 2021, quando poi venne confermato Stefano Pioli. Oggi, 67enne, si prepara ad allenare l'Austria al Mondiale, riportata sul palcoscenico più importante dopo 28 anni. Ieri c'è stato un incontro a Vienna insieme a Cardinale e Ibrahimovic. L'obiettivo non è averlo sulla panchina ma dietro la scrivania: la proposta è un ruolo da direttore sportivo. Un'offerta insolita e che non mette il Milan nella posizione ideale, dal momento che Rangnick almeno fino al 28 giugno sarà occupato in Nord America: il Milan però deve iniziare a programmare molto prima.






