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Il mea culpa, l’importanza di Amorim, il ruolo di Ibra: cosa emerge dal Cardinale pensiero
Oggi alle 19:45Primo Piano
di Redazione MilanNews
per Milannews.it

Il mea culpa, l’importanza di Amorim, il ruolo di Ibra: cosa emerge dal Cardinale pensiero

Cardinale si assume la responsabilità del nuovo corso rossonero: meno deleghe, più presenza e una struttura costruita intorno alle esigenze sportive

Il Milan è cambiato. O meglio, è cambiato in primis Cardinale. Nel potere decisionale, nelle scelte, nella mediaticità e nelle responsabilità che si assume senza nascondersi. Facciamo cronaca, anche perché incertezza e dubbi rimangono: non può essere altrimenti, dopo quattro anni di delusioni cocenti e disastri sportivi. Oggi però il club rossonero ha messo ufficialmente un punto ed è ripartito. Sarà la volta buona? Lo diranno solo i fatti, il campo e i risultati. Rimane comunque importante intercettare il "Cardinale pensiero" emerso oggi a Casa Milan, dove si è svolta anche la conferenza di presentazione di Ruben Amorim come nuovo allenatore rossonero: figura centrale nel nuovo corso del club, soprattutto perché è Cardinale a decidere che sia così.

MILAN CON LA DELEGA, IL MEA CULPA DI CARDINALE

I tifosi - ma non solo - giustamente in primis si chiedono una cosa: in questi quattro anni che ruolo ha avuto Cardinale e come mai ha scelto di non essere mai presente e centrale nelle scelte del suo club? Il numero uno di RedBird riconosce di essere stato in difetto e fa un totale mea culpa. Pensava che il modello di delega statunitense potesse funzionare al Milan: niente di più sbagliato. In Europa, e soprattutto in Italia, la presenza del proprietario è fondamentale: c'è bisogno che il numero uno sia tangibile, presente ed operativo in prima persona. Il caos societario degli ultimi anni è solo un ricordo, si spera: ora la struttura dirigenziale è chiara e definita. Anche perché sarebbe folle ripetere una stagione come quella dello scorso anno, che il manager statunitense sente come una delle peggiori esperienze della sua vita. Non ci sono più intermediari o figure del genere. Oggi vicino al nome del Milan c'è quello di Cardinale: nel bene e nel male tutte le scelte e le decisioni sono riconducibili a lui e al suo pensiero e chiede di essere giudicato per questo. Nel discorso pre conferenza ha dichiarato che i fatti parleranno da sé. È l'augurio di tutti.

CARDINALE SUPPORTA IN PIENO AMORIM: IL PORTOGHESE CENTRALE ANCHE NEL MERCATO

La figura di Amorim ne esce incredibilmente rinforzata. Il portoghese diventa un vero manager. Le indicazioni su come costruire la squadra partono da lui (e dal team tecnico dirigenziale che lo assiste) e i profili portati a Milanello devono essere di suo gradimento e soprattutto considerati in grado di migliorare la squadra. Ecco perché la scelta di Gonçalo Ramos e Mario Gila, arrivati in tempi piuttosto brevi, soprattutto se comparati alle tempistiche "classiche" del Milan. Il pensiero di Cardinale è che se viene individuato un calciatore, lo si ritiene adatto e rientra nei parametri economici non c'è motivo di aspettare le 23.50 dell'ultimo giorno di mercato. Si va con decisione sul profilo e lo si porta a Milanello. Adesso la parte sportiva, questo emerge dalle intenzioni del numero uno di RedBird, è centrale nel progetto. Certo, non c'è un budget infinito e bisogna comunque essere opportunisti nel cogliere le occasioni. Si farà anche grande attenzione su chi è già in rosa. Amorim torna di nuovo fondamentale: giudicherà e valuterà i tanti giovani e anche chi l'anno scorso era via in prestito. Less is more, si dice. Non c'è bisogno a prescindere di andare sul mercato, si valuta tutto. Ma se poi ci si accorge che c'è la necessità allora si va con forza a prendere i profili ritenuti idonei. C'è poi anche un discorso importante da fare sul Settore Giovanile: la vicenda Liberali ha segnato profondamente Cardinale. Come può finire così con un ragazzo che indossava la maglia del Milan da quando aveva otto anni? L'episodio negativo deve essere una sveglia per tutti per fare in modo che non succeda più: il club non può permettersi di formare un ragazzo per anni e poi non cogliere i frutti di questo lavoro. È uno smacco tecnico, sportivo, di appartenenza e anche culturale.

IBRAHIMOVIC LAVORA PER CARDINALE E NESSUNO DEL MILAN RIPORTA A ZLATAN

Altro pomo della discordia riguarda la figura di Ibrahimovic. Si è parlato di liti, attriti, ingerenze dello svedese nell'area tecnica e decisionale del Milan, lui che non è un dipendente del club rossonero ma un consulente esterno. Il numero uno di RedBird fa chiarezza: Zlatan lavora per RedBird e per Cardinale, non il contrario. Nessuna linea gerarchica interna al Milan passa da Zlatan. Lo svedese è un consulente calcistico di Cardinale e Gerry ha grande considerazione del suo parere, ma c'è un perimetro ben definito. Almeno così dovrebbe essere.

COMUNICAZIONE E CRESCITA DELLA LEGA SERIE A

C'è spazio anche per il "bene comune". La Premier League fagocita tutto senza troppi scrupoli, c'è quindi bisogno che i club italiani facciano quadrato per recuperare terreno almeno per quanto riguarda la vendita dei diritti TV all'estero. Cardinale sente di poter dare una grande mano alla Lega visto il suo know-how in materia e i suoi investimenti in America. Dall'altro canto riconosce anche che al momento la barriera della comunicazione con il mondo italiano è presente, a partire dalla lingua. Ci sarà bisogno di un lavoro bilaterale per trovare dei punti di incontro.

Insomma, il nuovo Milan prende forma tra mea culpa, chiarimenti, assunzioni di responsabilità e tanto supporto al nuovo allenatore. Sulla carta sembra esserci davvero tutto, ma rimane carta. O web. O etere. Quello che conta sono solo i fatti, le vittorie e i punti sul campo. Senza tutto questo le chiacchiere se le porta via il vento.