Camarda, ci siamo: il classe 2008 punta il Salisburgo. E Amorim prepara tanti cambi
Lorenzo De Angelis
Otto minuti. Questo, fin qui, è sostanzialmente l'apporto di Francesco Camarda in stagione. E dopo Sassuolo il tema è diventato ancora più scottante. Quando il Milan cercavano il gol della vittoria, Amorim ha scelto altre soluzioni lasciando ancora una volta il classe 2008 in panchina. Nel post partita di Reggio Emilia il tecnico portoghese ha spiegato che: "Non credo che attaccherai di più con una punta in più, dipende dalla partita", aggiungendo che inserire un altro centravanti in quel momento non avrebbe aiutato. Una spiegazione tatticamente legittima che però continua ad alimentare dubbi e domande sulla gestione di Francesco Camarda nel progetto Milan.
CAMARDA, DALLE PROMESSE AGLI 8 MINUTI
Ad agosto Ruben Amorim è stato chiarissimo. Il Milan aveva scelto di non prendere un altro vice Gonçalo Ramos proprio perché credeva in Camarda. Addirittura il portoghese aveva detto di volersi trovare in una situazione dove fosse addirittura costretto a mettere Camarda (Reggio Emilia non la era?), spiegando inoltre la necessità che Francesco si sentisse la seconda scelta e non la terza.
Dopo vari passaggi a vuoto sembra essere arrivato il momento della prima da titolare: il classe 2008 dovrebbe partire da titolare giovedì sera contro il Salisburgo, in Europa League. Amorim sta preparando la partita con un turnover importante e Camarda dovrebbe beneficiarne. Con lui dovrebbero trovare spazio anche Tomori, finora mai utilizzato, Jashari, Bartesaghi e probabilmente anche Hutchinson, sulla trequarti. Da capire invece se sarà l'occasione per vedere anche Comotto, che finora non ha mai trovato spazio neanche da subentrato.
Scelta giusta? Occasione sbagliata per buttarlo dentro? Difficile dirlo, parlerà il campo. L'unica cosa certa è che negli ultimi anni il classe 2008 non è mai riuscito a trovare un minutaggio lineare: nell'anno di Fonseca e Conceiçao ha fatto tanta panchina in Prima Squadra e ha giocato poco col Milan Futuro. L'anno scorso il prestito a Lecce è stato fallimentare, anche a causa dell'infortunio. La sensazione sul classe 2008 è che non abbia avuto un processo e un piano di crescita all'altezza delle sue potenzialità. In estate c'è stato il rinnovo - non scontato - anche grazie ad Amorim: il portoghese aveva convinto giocatore e agenti, anche grazie alle parole di Cardinale. Siamo ad inizio ottobre ed il minutaggio è oggettivamente basso: vedremo come verrà gestito ora che arriveranno i tantissimi impegni consecutivi. Tutti si aspettano che Camarda trovi più spazio, a partire da giovedì: all'esterno bisognerà essere bravi a non caricarlo di troppe pressioni, mentre l'allenatore dovrà riuscire a creargli un ambiente offensivo adatto. Per ora con Gonçalo Ramos ci è riuscito a tratti, vedremo chi metterà a sostegno del giovane attaccante.
In ongi caso, se il progetto prevedeva spazio, responsabilità e crescita alle spalle di Ramos, quel percorso deve prima o poi cominciare sul campo. Altrimenti il rischio è evidente: trasformare un ragazzo definito centrale nel progetto in un rimpianto.


